lunedì 5 ottobre 2009

Il libro sul comodino


La principale opera in prosa di Pessoa: uno zibaldone di riflessioni, appunti, impressioni, meditazioni, vaneggiamenti e slanci lirici.  L'ho già letto due volte ma giace sempre sul comodino e, di tanto in tanto, mi piace rileggerne qualche brano. Insieme al, pur diverso, Aleph di J.L. Borges, è uno di quei libri dove sottolineerei quasi tutto.

[...]Le grandi angosce dell`animo sono sempre dei cataclismi. Quando si verificano il sole s`inganna e le stelle si turbano. Per ogni anima sensibile arriva sempre il giorno in cui il Destino dipinge un`apocalisse d`angoscia: come se i cieli e l`universo si rovesciassero sul nostro sconforto. Sentirsi superiore e vedersi trattato dal Destino come il più infimo degli infimi: nessuno, in questa situazione può dirsi fiero di essere uomo. Se un giorno la mia capacità espressiva diventasse così vasta da ospitare tutta l`arte, scriverei un`apoteosi del sonno. Non conosco maggiore piacere del sonno, la cancellazione totale della vita e dell`anima, il commiato dall`essere e dagli uomini, la notte senza memoria e senza illusione, la mancanza di passato e di futuro [...]

[...]La felicità è fuori dalla felicità. Non c'è felicità se non con consapevolezza. Ma la consapevolezza della felicità è infelice, perché sapersi felice è sapere che si sta attraversando la felicità e che si dovrà subito lasciarla. Sapere è uccidere, nella felicità come in tutto [...]

[...]Invidio – ma non so se è invidia – coloro dei quali si può scrivere una biografia, o che possono scrivere la propria. In questi miei appunti sconnessi, e che non ambiscono ad avere un nesso, racconto con indifferenza la mia autobiografia priva di avvenimenti, la mia storia priva di vita. Sono le mie confessioni, e se in esse non dico niente è perché non ho niente da dire.
Che cosa c’è da confessare che valga la pena o che sia utile? Quello che è successo a noi, o è successo a tutti o esclusivamente a noi; nel primo caso non è una novità e nel secondo caso non è una cosa che si possa capire[...]



 

3 commenti:

franz ha detto...

questo libro è infinito, come, mutatis mutandis, i racconti di Kafka

Carmen ha detto...

Kafka è stato una mia grande passione giovanile, oggi aggiungerei ai libri "infiniti" anche l'Aleph di Borges

giacynta ha detto...

Sebbene le sue considerazioni siano desolate, amare, è piacevole leggerle. Apprezzo di Pessoa la lucidità, la limpidezza, la confessione mai patetica.
Carmen sono contenta di averti incontrata!
Buon weekend,
Giacinta

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