lunedì 19 ottobre 2009

A proposito della Mostra Hofmann e il Bauhaus




 

Ieri pomeriggio sono andata a visitare la  Mostra dedicata a questo eclettico artista, pittore, fotografo, ceramista, designer,  allievo del Bauhaus, perseguitato dal nazismo, soldato in Russia e fuggiasco dalla Ddr.
Il mio giudizio complessivo è più che positivo. L'esposizione è ricca (circa 400 pezzi oltre 200 dei quali di Hofmann),  ben organizzata e curata nei minimi dettagli. 


 


L’eccezionalità, oltre al numero di pezzi,  è data dal fatto che sono esposti numerosi inediti, come il gruppo di opere ritrovate dopo la caduta del Muro e che si credevano perdute in seguito alla precipitosa fuga dell’artista dalla Germania dell’Est, o come la serie di acquerelli realizzati durante la campagna di Russia, uniti ad un eccezionale gruppo di fotografie che egli stesso scattò al fronte con un piccolo apparecchio portatile, anch'esso esposto. 
Premesso che amo questo genere di pittura, Kandinsky in testa, maestro di Hofmann insieme a Klee, la sezione che più mi ha impressionata è quella  delle lettere a familiari e amici dalla prigione russa, illustrate con piccoli acquerelli raffiguranti il paesaggio russo, dalle chiese ortodosse alle abitazioni contadine, ma anche alcune scene di guerra. E' stata una sorpresa per me leggere i testi delle lettere poichè, in nessuna, ho colto la vera disperazione. L' attenzione dell'artista era perlopiù rivolta ad aspetti, particolari direi, paesaggistici, ai fenomeni naturali, ai colori, e la sua mente, sana tiene a precisare Hofmann,  viaggiava continuamente alla ricerca di particolari che unissero la Germania alla Russia.

lettera del 14 dicembre 1941


"Questo è ciò che ti voglio gridare oltre le steppe ghiacciate dei boschi russi coperti di neve. Lo sguardo nostalgico rivolto ad occidente ed ironicamente vorrei aggiungere...e pace sulla terra. Questo poco dopo la dichiarazione di guerra della Germania sull'America. Ora, in definitiva, non è compito nostro discutere a questo proposito, soprattutto, non serve. Così mi dedico al nostro vero mestiere, a quei problemi e a quelle cose che in sè sono più appropriate a darci gioia, piuttosto che a quelle che ci trattengono dal dedicarci al piacere del nostro lavoro. Detto meglio, che ci trattengono dal vivere...
...Così godo con gli occhi, se così si può dire, di tutte le meraviglie che si mostrano e che incontro, e occupo il mio spirito su come immortalare le idee suggerite dalla natura. Forse è espresso con troppa arroganza ma tu capisci: realizzare in immagine ciò che si vede. Così vedo continuamente i quadri più meravigliosi,  mentre il mio spirito sottrae o aggiunge questo o quello alla natura, lo mette in luce o lo vela, combina una cosa o l'altra. In questo modo mi aggiro come in una grande mostra i cui quadri sarebbero solo da copiare...
...Questo occuparmi del mondo intorno a me è l'unico legame che mi riconcilia con quella vita nella quale mi ha buttato il destino e che per sua natura è così lontana da ciò che riguarda la guerra...

Una informazione sul catalogo

Costa 40 euro e non è aggiornato. E' la ristampa del catalogo della Mostra di Jena (25/3 - 03/06 - 2007). Non contiene nè le fotografie nè le lettere.

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