sabato 10 ottobre 2009

Roma- riaffiora la scuola dei filosofi di Adriano

Roma - riaffiora la scuola dei filosofi di Adriano




Dopo il ritrovamento della struttura della famosa sala da pranzo di Nerone un’altra affascinante scoperta a Roma, che contribuirà a rendere la capitale ancora più bella, se possibile.

Le memorie di Adriano erano nascoste sotto appena cinque metri di terra. E sono venute alla luce in faccia all'Altare della Patria. Hanno la forma inedita di una doppia scalea contrapposta, come nella Camera dei Lord. Ma si tratta probabilmente degli scranni dell'Athenaeum. Adriano fece costruire l'ateneo nel 133 dopo Cristo per ospitare poeti, retori, filosofi, letterati, scienziati e magistrati, invitati a cimentarsi in greco e in latino in orazioni, gare di versi, dibattiti infuocati.

Un auditorium famoso che Aurelio Vittore definisce ludum ingenuarum artium. E che l'imperatore filosofo fece costruire a sue spese sul modello di quello visto nel tempio di Atena ad Atene. Ma di questo istituto filosofico a Roma si erano perse le tracce. E la caccia alle sue vestigia è aperta da anni.

L'ipotesi che in quell'angolo di piazza Venezia dove non si è mai scavato prima, sotto i pini abbattuti l'anno scorso per poter proseguire le indagini, possa esserci proprio l'Athenaeum che Adriano volle edificare al suo ritorno dal viaggio in Palestina, sarà illustrata dagli archeologi della Soprintendenza speciale di Roma quando, il 21 ottobre, il commissario per la metropolitana, Roberto Cecchi, farà il punto sull'andamento dei lavori in tutta la città. Ma la notizia del ritrovamento è doppiamente buona: verrà musealizzato un edificio sconosciuto (non è presente nella Forma Urbis, la pianta del 203-211) ma nel contesto dell'uscita della metro C che potrà passare pochi metri più in là.

A Roma dunque un'altra scoperta importante, dopo il recente ritrovamento della struttura che forse sosteneva la sala da pranzo rotante di Nerone sul Palatino. Tutto nasce nell'aprile del 2008. Durante un primo sondaggio accanto alla chiesa di Santa Maria di Loreto, a piazza Venezia apparve una scala monumentale. E si pensò all'ingresso di un edificio pubblico d'età imperiale. Ma subito dopo il soprintendente archeologo Angelo Bottini precisò che quei gradini sembravano fatti più per stare seduti che per essere saliti. Ora è arrivata la scoperta della "scala gemella". E ha preso corpo l'ipotesi Athenaeum.
Gli scavi devono essere ultimati. E i lavori vanno avanti nonostante il cattivo odore che si sente da quando la nettezza urbana ha deciso di appoggiare lì accanto un suo camion per la raccolta dei rifiuti. Ma sbirciando oltre la recinzione del cantiere di "Roma Metropolitane", appare già chiara la forma della sala rettangolare: due gradinate contrapposte ancora parzialmente coperte dal crollo del piano superiore. Gli spalti hanno sei gradoni ciascuno ma uno dei due è più corto perché contiene le uscite dalla sala, che misura circa venti metri di lunghezza per tre di larghezza. Al centro, dove l'imperatore e i poeti verseggiavano, c'è un pavimento in granito con listelli color giallo antico.

È lo stesso tipo di pavimenti delle biblioteche che Adriano fece costruire ai lati della Colonna di Traiano, 50 metri più in là. Pavimenti tutti allo stesso livello. Legati quindi da un piano urbanistico unitario, monumentale e illuminato.


Fonte e immagini: Repubblica

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