lunedì 26 ottobre 2009

Roma - Vittoriano - Museo dell'Emigrazione

Per non dimenticare...


Emigranti in partenza da una stazione ferroviaria italiana (Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana - Lucca)

A meno di due anni dal 150° anniversario dell’Unità d’Italia è stato inaugurato a Roma, il 24 ottobre, il Museo dell'Emigrazione Italiana, un’iniziativa che offre l’occasione di ripercorrere una parte importante della storia nazionale e di riflettere sull'attualità e il futuro dell'essere italiani. Senza il riconoscimento della rilevanza del fenomeno migratorio sugli sviluppi dell'economia, della società e della cultura, la storia d'Italia sarebbe incompleta: nel lungo processo di unificazione, infatti, 29 milioni di contadini, operai e piccoli imprenditori hanno vissuto l’e sperienza del lasciare il proprio paese di origine per partire verso terre vicine o lontane in cerca di fortuna. Non a caso a ospitare il Museo è il Complesso Monumentale del Vittoriano, rappresentativo dei valori di identità nazionale.

Il progetto museale è promosso dal Ministero degli Affari Esteri con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e nasce grazie al lavoro di un comitato scientifico presieduto dal sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri, Alfredo Mantica, coordinato dal presidente del Centro Studi Emigrazione Roma, Lorenzo Prencipe, e composto da Carla Zuppetti, a capo della Direzione Generale del Mae per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie; Maddalena Tirabassi, direttrice scientifica del Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane di Torino; Catia Monacelli, direttrice del Museo Regionale dell'Emigrazione Pietro Conti di Gualdo Tadino; Marcello Saija, direttore della Rete Musei Siciliani di Emigrazione; Fabio Capocaccia, presidente del Centro Internazionale di Studi sull'Emigrazione di Genova; Franco Salvatori, presidente della Società Geografica Italiana; Maria Rosaria Ostuni, responsabile scientifica della Fondazione Paolo Cresci per la Storia dell'Emigrazione Italiana di Lucca; Matteo Sanfilippo, condirettore dell'Archivio Storico dell'Emigrazione di Viterbo. A dirigere il Museo è stato chiamato il curatore Alessandro Nicosia, mentre l'organizzazione generale è di Comunicare Organizzando.

Con l’apertura di questa nuova struttura museale viene messo a sistema un vasto patrimonio di storia e memoria: il Museo, infatti, esporrà a rotazione reperti e materiali scientifici, sia cartacei che audiovisivi. L’a llestimento, negli spazi della Gipsoteca (lato Ara Coeli), si articola in un percorso storico-cronologicodocumenti originali, fotografie, lettere autografe, testi rari, video d'archivio, film storici, giornali e riviste d'epoca, oggetti caratteristici, insieme a citazioni significative e brani musicali.

Dopo il 31 dicembre l'esposizione, in forma ridotta, girerà il mondo, in località con una significativa presenza di comunità di origine italiana. In seguito, probabilmente, sarà proposta anche nel circuito degli oltre cinquanta musei regionali dedicati all'emigrazione.

L’itinerario di visita dà conto dell’intera dimensione del fenomeno: il contesto italiano dal punto di vista economico, sociale e culturale; la politica dello Stato verso l'emigrazione; i momenti salienti dell’atto migratorio: il reclutamento, l’imbarco, lo sbarco, le abitazioni, le tipologie di lavoro, l’inserimento e le discriminazioni. Si distinguono diversi periodi: quello immediatamente post-unitario 1876-1916; quello compreso tra le due guerre mondiali (1916-1945), col Fascismo, il colonialismo e le migrazioni interne; il secondo dopoguerra (1946-1976), con la ricostruzione e  l’evoluzione della legislazione e dell’o rganizzazione sociale; la fase dal 1977 ai nostri giorni, con gli “emigrati di alta qualificazione”, l’attuale realtà degli italiani all’estero e la trasformazione dell'Italia in paese d'immigrazione a partire dagli anni 1970.

L’allestimento permette di approfondire le diverse realtà regionali legate all'emigrazione, con lo scopo di coinvolgere il grande pubblico. Numerosi e prestigiosi i prestatori: oltre quaranta, tra i quali la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Rai Teche, l'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, l'Archivio Centrale di Stato, l'Istituto Luce, la Fondazione Cresci, la Società Dante Alighieri, la Società Umanitaria di Milano, l'Archivio Storico della Città di Torino e diversi collezionisti privati.

Nella parte finale i visitatori troveranno una biblioteca per la consultazione di pubblicazioni sul tema e una sala cinema dove verrà proiettato un documentario dal titolo L'emigrazione italiana e il cinema, con interventi, tra gli altri, di Emanuele Crialese, Carlo Lizzani, Enrico Magrelli, Citto Maselli, Giuliano Montaldo, Gabriele Salvatores, Pasquale Scimeca, Pasquale Squitieri, Daniele Vicari e Nello Correale.
illustrato da tabelle didattiche e grafici: in mostra  


L'ingresso è libero. Info: tel. 06 69202049

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Immagini

Emigranti in partenza (Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana - Lucca)
 Emigranti in partenza (Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana - Lucca)

Una famiglia di immigrati consuma il suo pasto. Hotel degli emigranti, Buenos Aires, 1900 circa (Archivio Ostuni)
  Una famiglia di immigrati consuma il suo pasto. Hotel degli emigranti, Buenos Aires, 1900 circa (Archivio Ostuni)

Santina Bonino con la figlia sulla porta del loro negozio di alimentari. Livry-Gargan (Parigi), 1930 (Centro di documentazione sull’emigrazione - Ecomuseo Valle Elvo e Serra - Biella)
 Santina Bonino con la figlia sulla porta del loro negozio di alimentari. Livry-Gargan (Parigi), 1930 (Centro di documentazione sull’emigrazione - Ecomuseo Valle Elvo e Serra - Biella)

La festa del traforo organizzata dagli emigrati italiani per auspicare il traforo del Monte Bianco. Chamonix, Francia, 1936 (Centro di documentazione sull’emigrazione - Ecomuseo Valle Elvo e Serra - Biella) 
La festa del traforo organizzata dagli emigrati italiani per auspicare il traforo del Monte Bianco. Chamonix, Francia, 1936 (Centro di documentazione sull’emigrazione - Ecomuseo Valle Elvo e Serra - Biella)

Lavori di costruzione della ferrovia Algeri-Tunisi. Souk-Ahras, Algeria, 1929-1930 (Fondazione Sella - Biella) 
Lavori di costruzione della ferrovia Algeri-Tunisi. Souk-Ahras, Algeria, 1929-1930 (Fondazione Sella - Biella)

Fonte: culturaitalia

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Già, davanti alla montante intolleranza (spesso, frettolosamente, davanti ai problemi, si generalizza), è bene ricordare che anche noi siamo stati "emigranti"

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