sabato 21 novembre 2009

Nick Drake - un talento incompreso

Come è accaduto a molti grandi dell'arte e della letteratura  Nick Drake, artista che amava osservare il mare, la luna, ed ascoltare il rumore del vento, e che comunicava queste sue sensazioni cantando, in vita, purtroppo, non ha avuto alcun successo.
Soltanto dopo la morte i suoi testi di delicata bellezza, la sua voce malinconica, la sua tecnica chitarristica insolita, i suoi arpeggi meravigliosi riuscirono a catturare il grande pubblico.


 
Nato a Rangoon, Birmania, dove il padre Rodney, ingegnere, si era trasferito per lavoro insieme alla moglie Molly e alla figlia maggiore Gabrielle, Drake fin da piccolo dimostra un grande interesse per la musica, passione trasmessagli dalla madre. Dal carattere schivo e riservato, a metà degli anni '60 inizia a suonare la chitarra con i compagni di college e ad incidere pezzi folk rock in cui emergono già le tematiche che caratterizzeranno la sua discografia: il blues, la passione per Bob Dylan, la poesia simbolista francese e il romanticismo inglese.
Nel 1969 esordisce con il suo primo disco, l'album Five Leaves Left, prodotto da Joe Boyd, che però riceve un'accoglienza di pubblico e critica piuttosto tiepida. L'anno dopo incide un nuovo lavoro, Bryter Layter, più maturo e brioso, ricco di sfumature jazz e orchestrali, ma anche in questo caso l'album passa quasi inosservato. Sono gli anni in cui Drake si ammala di depressione e inizia a dipendere dai farmaci. Nel 1972, pur tra mille difficoltà legate alla sua condizione clinica, dà alla luce il suo terzo album, Pink Moon: un disco struggente, innovativo e inquieto fatto di canzoni per sola chitarra e voce (a parte qualche nota di pianoforte nella title-track), vero e proprio testamento musicale di un pur così giovane autore. È il momento in cui le crisi depressive si fanno sempre più forti, anche se un soggiorno in Francia sembra quietarlo.
Il 25 novembre del 1974, nella sua villa ("Far Leys") a Tanworth-in-Arden, nei pressi di Birmingham, Nick viene ritrovato morto a causa di un'eccessiva dose di Tryptizol, un antidepressivo triciclico. L'ipotesi più accreditata resterà sempre il suicidio, anche se la mancanza di biglietti e la presenza in casa di farmaci ben più potenti e indolori per il medesimo scopo lascia aperti molti interrogativi. 


 

La musica e l'intera opera di Nick Drake successivamente sono stati oggetto di un'ampia riscoperta. Le sue canzoni affrontano temi come l'amore perduto, l'innocenza, le pene del cuore, la solitudine, la speranza di cambiamento di una vita che non si ama. Non a caso il suo secondo lavoro è emblematico fin dal titolo, Bryter Layter, pronuncia cockney dell'espressione "Brighter later" ("Schiarite più tardi") usata dai meteorologi per anticipare il miglioramento delle condizioni climatiche, quasi a testimoniare la speranza di un prossima serenità. Quando scompare, il musicista sta lavorando a un nuovo disco: le relative canzoni, assieme a versioni alternative di brani già presenti nei dischi precedenti, vengono raccolte e pubblicate nell'album postumo Time of no reply.
Col passare degli anni le schiere dei fan di Drake sono aumentate: la sua musica sfuggente e delicata quanto rasente una circolare perfezione formale ed espressiva, ma soprattutto l'aura che ha sempre avvolto il cantautore, dal carattere schivo e silenzioso, ostile ad interviste e concerti, hanno fatto di lui un personaggio di culto. Per alcuni un epigono dei poeti maledetti, per altri semplicemente un ragazzo mite e gioioso ma incapace di esprimere le proprie sensazioni se non con la musica.

Discografia (molti gli album postumi):

  • Five Leaves Left (1969)
  • Bryter Layter (1970)
  • Pink Moon (1972)
  • Fruit Tree (1979)
  • Heaven in a Wild Flower – An Exploration of Nick Drake (1985)
  • Time of No Reply (1986)
  • A Way to Blue - An Introduction to Nick Drake (1994)
  • Made to Love Magic (2001)
  • A Treasury (2004)
  • Family Tree (2007)


Una bellissima recensione del suo ultimo album, Pink Moon.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Che avesse talento di evince da certi arpeggi ma che tristezza!
Cristina

LilacTime ha detto...

Molto bello questo post su Nick, comprendere la sua musica fino in fondo non è per tutti, forse...
Ma lui è stato unico...

Carmen ha detto...

Non posso che concordare, e mi rattrista molto pensare che, in vita, non siano state riconosciute le sue qualità umane ed il suo talento artistico e, conseguentemente, non abbia raccolto alcuna soddisfazione.
Grazie LilacTime, ho risposto anche sul tuo blog;-)

edio ha detto...

Splendido omaggio a un grande artista incompreso !
E' un vero peccato che venga rivalutato solamente trent'anni dopo la sua morte :-(
Complimenti, ottimo pot !!!

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