lunedì 9 novembre 2009

Torino Film Festival

Torna la rassegna piemontese che premia il cinema giovane; ricco ventaglio di proposte con retrospettive di nuovi autori e grandi registi; due opere italiane in concorso
13 novembre 2009 - 21 novembre 2009
 
<p>Locandina del Torino Film Festival 2009</p>

Gianni Amelio presentando il Torino Film Festival (13-21 novembre) di cui per la prima volta da quest’anno è direttore, ha usato il “noi”, sottolineando come si sia sentito da subito parte in causa, ancor prima dell’apertura ufficiale. Il direttore ha definito la sua esperienza al festival – che raggiunge quest’anno la ventisettesima edizione – con una formula: «Torino è rigore e passione». I dati numerici complessivi di Torino sono come sempre impressionanti: 3.500 film visionati, 254 titoli presenti (fra lungometraggi, documentari e corti), 42 anteprime mondiali (film mai visti), 21 internazionali (ovvero opere viste solo nel loro paese d’origine), 10 europee e 74 italiane. Lo stesso direttore ha affermato di aver visionato almeno seicento opere e ha usato ancora lo stesso binomio: «Tutti i film sono stati setacciati con rigore e passione». Fortemente voluto da Amelio anche il Gran Premio Torino, assegnato al grande regista Emir Kusturica, e alla compagnia di produzione Zoetrope, di Francis Ford Coppola, che ha segnato un’epoca con i suoi tentativi di sperimentazione legati al film Un sogno lungo un giorno. Ai due registi saranno dedicate delle proiezioni retrospettive

Nucleo centrale della rassegna è il concorso principale, “Torino 27”, cui partecipano 16 titoli di 13 nazionalità diverse: quest’anno gli italiani tornano a essere presenti con due film; il paese con il maggior numero di opere presenti sono gli Stati uniti con tre. Quello di Torino – per quanto riguarda il concorso principale, ma non solo – è il festival dei giovani: prevalentemente orientato su opere prime e seconde, qualche volta terze. La giuria del concorso principale è ristretta a cinque membri: nelle parole di Amelio, «meno sono meglio è»; nella sua esperienza alle rassegne in cui ha fatto parte «quelle di dieci-undici persone sono incubi». Presidente è Sandro Petraglia, con Anna Biller, Rui Nogueira, Maya Sansa e Gyorgy Szomjas. La selezione, curata dal nuovo direttore con lo staff tradizionale della rassegna (composto dalla vice Emanuela Martini, Luca Andreotti, Monica Oberto, Massimo Causo e Riccardo Francia Di Celle, curatori delle diverse sezioni), ha seguito percorsi rigorosi: ogni film è stato visionato indipendentemente da almeno tre persone.

Numerose le altre sezioni. I film fuori concorso sono stati raccolti sotto la denominazione “Festa mobile”, alla quale partecipano oltre cinquanta opere: sia film veri e propri con tracce narrative (nella sottosezione “Figure nel paesaggio”) che documentari (in “Paesaggio con figure”). Presente anche sezioni di documentari e corti italiani. La sezione “Onde” con quarantotto opere di tutti i formati è quella con lo sguardo più attento alla sperimentazione e alla ricerca. Nella sezione “Figli e amanti” sei registi italiani presenteranno un film che ha fortemente segnato la loro scelta di dedicarsi al cinema: saranno Marco Bellocchio, Davide Ferrario, Matteo Garrone, Mario Martone, Paolo Sorrentino e Gianni Zanasi a raccontare la nascita del loro amore per il cinema. Al giapponese Nagisa Oshima e all'americano Nicholas Ray saranno dedicate due retrospettive in occasione dell'uscita di volumi loro dedicati (curati rispettivamente da Riccardo Francia Di Celle e Emanuela Martini) prodotti a Torino, in uscita nel corso della rassegna. Numerosi i premi assegnati. La rassegna principale oltre a quello al Miglior Film assegnerà il Premio speciale della Giuria e quelli a migliore attrice e migliore attore.

Le sedi degli eventi sono l'Ambrosio Cinecafè, il Cinema Empire, la Multisala Greenwich Village, la Multisala Cinema Massimo e il Cinema Nazionale; conferenze stampa, incontri, presentazioni, libri, musica al cicolo dei lettori. Il festival è organizzato dal Museo Nazionale del Cinema con l'Associazione Cinema Giovani; ha il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Piemonte e di Provincia e Comune di Torino.

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