venerdì 4 dicembre 2009

Genova - Galata Museo del Mare

Al Museo Galata di Genova la personale dell’artista romano dedicata al mondo marino e alla metafora della navigazione
3 dicembre 2009 - 10 gennaio 2010



La navigazione come metafora: “A-mare”, la personale di Giorgio Kiaris, al Galata Museo del Mare di Genova dal 3 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010, è un viaggio del pensiero che approda all’immagine. L’e sposizione, allestita nella Saletta dell’Arte, lo spazio riservato alle espressioni dell’arte contemporanea dedicate al mare, presenta trenta opere a tempera e tecnica mista su tela, tavola e juta, alcune di grandi dimensioni, altre di medio formato. Tra le opere in mostra si possono ammirare due libri d’artista: uno è la rivisitazione della mappa dello zodiaco, che ambienta i segni zodiacali nei mari, l’altro raffigura i quattro punti cardinali del mare; entrambi sono stati ideati come “carte nautiche” per viaggiare tra realtà e immaginario.


È una poesia a dare origine alla rassegna: «All’orizzonte si fa chiaro un pensiero, / è una luce nascente che mi attrae. / Dipingo una prua nel mio cuore, / per amare questo navigare». Il percorso espositivo si snoda come un racconto, un diario di bordo, un atlante delle suggestioni visive, sonore e contemplative. Il mare, infatti, è per l’artista non un soggetto da illustrare, ma un’entità che incarna le sue emozioni; l’eterno movimento del mare (e lo scorrere della vita) si traduce in una pittura che non è rappresentazione realistica ma trasposizione, dai colori scanditi, delle esperienze sensoriali e meditative.

«Colori interiori, ora smaglianti e luminosi, ora sabbiosi e polverosi, o ancora acquosi e cangianti. Ciò che si estende davanti agli occhi dell'artista – scrive la curatrice Marzia Spatafora – diviene nel quadro l'emanazione di un territorio invisibile ma tangibile, quello della propria anima. Ci aspettiamo fondi marini, acque calme o tempestose, invece Kiaris ci sorprende: non ci racconta il mare nella sua sostanziale bellezza estetica, bensì ci accompagna per mano in quello che è il mondo delle sue emozioni (…) Potremmo parlare di astrattismo – prosegue –, ma nelle opere di Kiaris si scorgono anche degli elementi reali che appaiono come in sogno, che fanno capolino nel mare dei suoi segni decisi e pieni. Forse potremmo parlare di astrattismo poetico evoluzionista, tendente al recupero dell'immagine reale (…) Leggendo il percorso di questa mostra – conclude – sono due gli elementi pittorici che ci colpiscono in maniera violenta: il segno e il colore. Il segno deciso, incisivo ma al tempo stesso rapido ed elegante, capace di raccontare la realtà obbiettiva e trasformarla in un sogno universale; il colore forte e vivo evoca la voce del mare. Il dipingere di Kiaris riporta alla mente il maestro indiscusso del sogno poetico Marc Chagall».



Giorgio Kiaris, nato a Roma nel 1968, ha iniziato a dipingere nel 1989, dopo il Liceo Artistico e durante la Facoltà di Architettura, frequentando assiduamente l’atelier di Gastone Biggi, del quale è assistente.  Ha esposto in varie città italiane in mostre collettive e personali. Ha realizzato reportage fotografici con particolare interesse all’architettura e al paesaggio in Europa e negli Stati Uniti. 


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