martedì 22 dicembre 2009

Poesia - Olav H. Hauge

Poesie adatte ad una sera invernale...



Giornata d’inverno
Cosa vuole questa luce strana?
Il giorno è sotto stelle bianche.
E i sogni germogliano sotto la luna.

La montagna ha parole racchiuse dentro di sé
ma il petto è rigido e la barba gelata.
Il fiume risponde con brevi riflessi, si apre per un attimo breve,
e i pini offrono un po’ di resina.
Il regalo scuote la neve
e il cavallo freme con il muso coperto di brina.
La legna spreme fuori una crosta di grasso gelato,
e il ghiaccio divora il taglio della scure.

Ma ora la vetta manda in mille pezzi il disco
del sole, torce
il suo sguardo furtivo verso un mondo lontano.
Gli alti abeti candele sulle creste dei monti si spengono,
e gli alberi si acquietano nel bosco per la notte.
Il fiume sospira nella gola, condensa in ghiaccio la nostalgia di mare,
e le pietre dormono sotto la neve con sogni verdi nel cuore.




Pomeriggio di neve 
Getta via la tua oscurità e sarai ricco.
Come una sera dopo la neve.
Il campo è ricco, e la brughiera,
ovunque aghi di pino,
e le case sono ricche, sicure
per la vita e il calore.
La terra addormentata conosce
il proprio splendore.
Le sopracciglia brinate del cielo
sono piene di stelle


Olav H. Hauge - poeta norvegese - "La terra azzura" - Crocetti Editore

Olav H. Hauge (1908-1994) è oggi riconosciuto come uno dei piú significativi e influenti poeti norvegesi del Novecento.
Uomo di grande cultura e vivamente interessato alla scena letteraria internazionale – fu, tra l’altro, traduttore di Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath – Hauge trascorse tutta la sua vita nella regione natale del Harlander, affiancando all’attività del poeta quella del giardiniere, e proprio la variante del norvegese parlata nel Harlander è la lingua che scelse come mezzo espressivo per la sua poesia.

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