martedì 22 settembre 2009

Arte - Il mondo di Dalì

Uno dei miei pittori preferiti

Il grande Salvador Dalì!

 
Cigni che riflettono elefanti




Apparizione di un volto e di una fruttiera su una spiaggia




 La differenza tra i ricordi veri e i ricordi falsi è la stessa che si può riscontrare tra i gioielli: sono sempre i falsi ad avere un'aria autentica e preziosa. 
(La mia vita segreta - Salvador Dalì)

 

lunedì 21 settembre 2009

Mar Rosso - la mia vacanza a El Quseir

Sembra una vita ma, in realtà, sono trascorsi solo due mesi dalla vacanza in questo paradiso!
Quest'anno la scelta è stata frutto di una lunga ricerca e, dal momento che  è ricaduta su una struttura semplice e da molti bistrattata,  anche di  attenta valutazione dei pro e dei contro.
A posteriori posso dire con sicurezza e assoluta sincerità che ho trovato ciò che cercavo e  mi aspettavo, ovvero, una struttura soddisfacente, un mare strepitoso,  la tranquillità  della quale avevo bisogno e che, col trascorrere degli anni, apprezzo sempre più.


venerdì 18 settembre 2009

Arte - Ottobre - al via due grandi mostre

A partire dal prossimo 9 ottobre e fino al 17 gennaio 2010, Pisa ospiterà una nuova grande iniziativa di livello internazionale: “Chagall e il Mediterraneo” A Palazzo Blu, la mostra presenterà 150 opere tra dipinti, sculture, ceramiche, litografie e tavole selezionate dalle storiche edizioni Tériade e provenienti dalle più importanti istituzioni pubbliche francesi, come il Musée National Marc Chagall di Nizza, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée Matisse di Le Cateau Cambrésis eoltre che da collezioni private create dall’artista russo a partire dal 1926 quando, per la prima volta, incontrò la luce, i colori e il paesaggio del Mediterraneo.




Museo e Galleria Borghese


Mostra Caravaggio - Bacon


Mostra - Caravaggio Bacon

Dal 1° ottobre 2009 al 24 gennaio 2010 la Galleria Borghese celebra Caravaggio, in occasione del IV centenario dalla morte, affiancando ai suoi capolavori venti dipinti di uno dei grandi artisti della seconda metà del XX secolo, Francis Bacon, di cui ricorre, invece, il centenario dalla nascita. Due personalità estreme, entrate nell’immaginario collettivo come artisti “maledetti”, che hanno espresso nella pittura il tormento dell’esistenza con pari intensità e genialità inventiva.

A distanza di quattrocento anni queste personalità sconvolgenti si incontrano per la prima volta alla Galleria Borghese, arricchita da trenta capolavori dei due maestri, provenienti dai maggiori musei del mondo.

“Caravaggio ‐ Bacon” è curata da Anna Coliva, Direttrice della Galleria Borghese Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il PSAE e per il Polo Museale della città di Roma e da Michael Peppiatt, biografo, amico intimo e massimo conoscitore di Francis Bacon, organizzata da MondoMostre e resa possibile grazie al sostegno di BG Italia, ENEL e Vodafone.

La mostra alla Galleria Borghese offre un accostamento tra i dipinti di Caravaggio e quelli di Bacon, proponendo allo spettatore di aderire all’eccezionale esperienza estetica che ne consegue, piuttosto che seguire una consueta ricostruzione storico critica.

Non vuole quindi teorizzare dipendenze di Bacon da Caravaggio, ma provocare le suggestioni visive, evocare corrispondenze spontanee risultanti da accostamenti formali. Bacon non ha nulla di Caravaggio e non si è ispirato a lui, ma se c’è un artista del nostro tempo che può essere equiparato a Caravaggio è proprio Bacon.

Caravaggio e Francis Bacon sono tra gli interpreti più rivoluzionari e profondi della rappresentazione della figura umana. Entrambi, nelle diversità della loro poetica e del loro tempo, hanno penetrato con sconvolgente originalità il mistero dell’esistenza e dell’arte, rappresentando la verità spirituale nella più traumatica immediatezza della carne.

Il confronto diretto tra le opere, tuttavia, è l’opposto della prassi di Bacon, che ha sempre rifiutato l’accostamento delle sue opere a quelle degli artisti del passato, molti dei quali egli amava con grande competenza. Il suo occhio sui grandi maestri era di stupefacente genialità, così avanzato da non comportare necessariamente l’influenza diretta sulla sua pittura. Le sue innumerevoli fonti figurative, anche quelle di provenienza artistica, sono d’altronde sempre filtrate dalla mediazione fotografica, attraverso cui una esorbitante
quantità di immagini colpisce la sua percezione, senza ordine logico che non sia quello istintivo richiesto dalla nuova opera in via di creazione.

Ma questa mostra non può che prescindere dalla ricostruzione ipotetica delle volontà degli artisti e della loro storia.

Il vero protagonista della mostra è lo spettatore, messo all’interno della scenografia della Galleria Borghese. Il museo è uno spazio della contemplazione, necessariamente impone le proprie condizioni alle opere degli artisti che avevano previsto, nel caso di Caravaggio, condizioni originarie diverse, ad esempio quelle dellʹaltare o della raccolta privata. Le opere assumono nel contesto ambientale del Museo un’esistenza autonoma.

Allora, seguendo la vocazione della Galleria Borghese, è Caravaggio a chiamare Bacon, perché come lui esprime un approccio profondo verso l’esistenza, superando la consapevolezza e la capacità di espressione logica della cultura della sua epoca.

L’accostamento e le corrispondenze emotive che ne derivano esaltano la rappresentazione più diretta e traumatica dei grandi tem dell’esistenza umana, espressi nella verità della carne. Questo ci consente di contemplare quanto di più interiore, sconvolgente e aberrante il pennello di entrambi i pittori abbia incontrato nell’indagine profonda dell’animo umano.

Caravaggio e’ intimamente legato alla storia della Galleria Borghese, luogo privilegiato per celebrare il quarto centenario dalla sua morte. A Scipione Borghese, infatti, erano destinati i due dipinti che recava con sé al momento della morte, ed è con il Cardinale che egli ebbe il rapporto più intenso e storicamente più ricco di conseguenze. La Galleria Borghese mantiene vive le tracce di questo rapporto attraverso sei capolavori, il Fanciullo con canestro di frutta, Bacchino malato, Madonna dei Palafrenieri, Davide con la testa di Golia, San Gerolamo scrivente e San Giovanni Battista, tramite i quali è possibile illustrare l’intero arco della sua vita.

La collezione permanente della Galleria Borghese verrà arricchita da opere chiave della sua produzione come la Negazione di Piero dal Metropolitan di New York, la Caduta di Saulo da Santa Maria del Popolo a Roma, il Martirio di Sant’Orsola l’ultimo Caravaggio da Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli o il Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta da Palazzo Pitti.

A queste verranno affiancate le tele di Francis Bacon provenienti dai maggiori musei del mondo, eccezionalmente concesse alla Galleria Borghese dopo la monografica organizzata dalla Tate Modern assieme al Prado e al Metroplitan. Opere in cui l’artista inglese, con maggiore intensità, ha voluto indagare il mistero dell’anima attraverso la rappresentazione ideale del corpo, un corpo che ci appare sconvolto e deformato ma, soprattutto, sofferente.

Alle opere di Caravaggio verranno quindi affiancati 20 capolavori di Francis Bacon: i grandi trittici come Triptych August 1972 dalla Tate Gallery di Londra e Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus dall’strup Fearnley Museum di Oslo, le sue immagini di papa Innocenzo X di Velazquez come Head VI dalla Arts Council Collection di Londra, i ritratti come Study for a portrait of George Dyer, Portrait of Isabel Rawsthorne 1966 dalla Tate Gallery o Three studies of Lucian Freud.


mercoledì 16 settembre 2009

C'era una volta...Carosello

Addio a Luciano Emmer il papà di Carosello


<b>Addio a Luciano Emmer<br/>il papà di Carosello</b>

È morto questa mattina al policlinico Gemelli Luciano Emmer. Il regista de Le ragazze di Piazza di Spagna, il successo del 1952 con Lucia Bosé e Marcello Mastroianni non si era ripreso dalle complicanze di un brutto incidente di cui era rimasti vittima in estate. Milanese, 91 anni compiuti in gennaio, Emmer debuttò nel lungometraggio 60 anni fa con Domenica d'agosto, dopo una lunga esperienza come documentarista, al ficonco di Enrico Gras. Tra i suoi titoli più conosciuti, Parigi è sempre Parigi, Terza liceo, film che si inserivano nel filone del neorealismo, con le storie di persona comuni, ma che già anticipavano quella che sarà poi definita commedia all'italiana. Sua anche la celebre sigla del primo Carosello, quella con i siparietti che si aprivano uno dopo l'altro.
CAROSELLO - Si calcola che Emmer girò qualcosa come 2750 episodi di Carosello, i più celebri erano quelli del dado Star con Totò, di altri furono protagonisti Nilla Pizzi, Adriana Asti, Edoardo Vianello, Fred Buscaglione e Anita Ekberg, Paolo Panelli, Walter Chiari, Paolo Villaggio. Jean-Luc Godard arrivò a dire: «A parte Rossellini il meglio del cinema italiano negli anni ’50 e ’60 è stato Carosello”. A Emmer piaceva ricordare quelle produzioni, a cominciare dalla celebre sigla: «La chiamavamo "Le tende", perché vi si apriva un grande sipario. Va detto che Carosello non era proprio pubblicità. Ad esempio dopo l’ultimo lavoro fatto da Totò, un Carosello con me di alcuni minuti, c’era un codino pubblicitario molto discreto di trenta secondi che faceva solo vedere il prodotto. Adesso la pubblicità è completamente cambiata, adoperano il culo di una donna per sponsorizzare una lavatrice, un’automobile, o un’acqua gasata. Carosello era pulito perché era una cosa limpida e graziosa, costretto a far vedere il prodotto solo nel finale». Del mestiere di regista parlava senza retorica: «Ognuno nella vita deve fare qualcosa, lasciando stare la soddisfazione personale, per il proprio sostentamento, e io non sono stato capace di trovarmi altro. Mia madre, saggia donna lombarda che non ha mai visto un film in tutta la sua vita, mi chiedeva cos’era 'sto cinema, non capendolo, e consigliandomi di fare l’idraulico. Fin dal medioevo i miei antenati erano gran lavoratori in Val di Non, o forse degli sbronzoni, poiché il vino non si vedeva a litri, ma ad emmeri. Oggi che non ho fatto l’idraulico non saprei aggiustare il tubo di un rubinetto neanche se mi dessero un miliardo. Però, se mi dessero un miliardo potrei provare, magari con quei soldi poi ci faccio un film».

martedì 15 settembre 2009

Solitudine

 
 
Oggi in ufficio, durante la pausa, con alcuni colleghi è nata una discussione, a tratti anche accesa, sulla solitudine. A questo proposito non scriverò ora il mio pensiero, forse, chissà, lo farò in seguito. Al momento prendo in prestito una incantevole frase scritta da un poeta veneziano, Mauro Stefani, sui muri della trattoria di Bepi a Venezia. Certo non risolve nè spiega compiutamente un "sentire" così diffuso quanto variegato nel modo di interpretarlo e viverlo di ognuno ma, certamente, sintetizza  l'atteggiamento mentale più diffuso.

"Solitudine non è essere soli: è amare gli altri inutilmente"
 
La solitudine è uno stato d'animo da bandire? E' una opportunità? 
Un po' uno un po' l'altro?
E' condizione fisica o interiore? E' ricercata o subita? E' temporanea o stabile?
Ma...è solitudine o isolamento?
Nella nostra società ha un'accezione positiva o negativa?

domenica 6 settembre 2009

Considero un valore



Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.


sabato 5 settembre 2009

Il passato

 


E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.
Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!


 (Emily Dickinson) 

venerdì 4 settembre 2009

Biennale del Cinema di Venezia

Presentata a Venezia la trasposizione del libro "La strada" di di Cormac McCarthy. 

A dirigere il film sarà l'australiano John Hillcoat (The Proposition) su una sceneggiatura di Joe Penhall. Il protagonista sarà Viggo Mortensen che interpreterà un uomo che attraversa un paesaggio post-apocalittico per arrivare all'oceano con il proprio figlioletto, mentre l'attrice sudafricana Charlize Theron sarà sua moglie, e comparirà solo in alcuni flash-back. Produce il film la 2929 Entertainment. Le riprese inizieranno a febbraio.


Il libro, a mio avviso, è un capolavoro nel suo genere, essenziale, crudo, asciutto, commovente, disperato, avvincente, semplice nello stile ma ben scritto.
Un passaggio del libro:

"L'uomo avvitò il tappo di plastica, asciugò la bottiglia con uno straccio e la soppesò con la mano. ..Olio da usare per quella maledetta lampada, che rischiarasse i lunghi crepuscoli lividi, le lunghe albe grigie... Così puoi leggermi una storia, disse il bambino. Non è vero, papà? Certo, disse lui. Certo che te la leggo..."
 
Ho molte perplessità sul buon  risultato di questa trasposizione, il rischio è quello di amplificare le scene drammatiche e dare un rilievo al personaggio femminile (non credo che la Theron avrebbe accettato una parte minimale) che nel libro è solo una breve comparsa.

giovedì 3 settembre 2009

La Spezia - 4/6 settembre - VI ediz. Festival della Mente

 Edizione 2009
 
Il programma della sesta edizione del Festival della Mente, diretto da Giulia Cogoli, prevede oltre 60 appuntamenti tra conferenze, spettacoli, incontri,e anche laboratori per bambini e ragazzi con scrittori, linguisti, artisti, musicisti, architetti, designer, psicologi e psicanalisti, matematici, storici, oltre a scienziati, filosofi e pensatori italiani e stranieri.
Ritorna, a grande richiesta, la sezione approfonditaMente, una serie di lezioni-laboratorio a numero chiuso della durata di due ore e mezzo, quest’anno le tematiche affrontate sono: etnopsichiatria, etica ed estetica della città, etologia botanica, funzioni e non del design, il potere della musica, l’enigma dell’ispirazione, mente e cammino.

Fra i tantissimi eventi segnalo:

venerdì 4 settembre.ore 19.00.Chiostro San Francesco - euro 3.50
Anna Bonaiuto con Giuseppe Montesano - Venere sulle barricate. Poesia, rivolta ed eros in Baudelaire

Quando Baudelaire salì sulle barricate del ’48 sorprese tutti. Nessuno pensava che il dandy appassionato di bellezza e di eros fosse anche un uomo in rivolta. Ma in lui la ribellione contro l’ingiustizia del mondo e l’amore per quella che chiamava “la musica di Venere” erano inseparabili, e la fraternità erotica era l’altra faccia dell’uguaglianza sociale: la bellezza era vera solo in un mondo trasformato. Imbavagliato prima dalla famiglia, poi dai giudici al servizio del regime, infine dai critici pigri, il ribelle Baudelaire ci parla ancora di eros e rivolta: basterà solo ascoltare la sua musica dalla voce di Anna Bonaiuto e con la guida di Giuseppe Montesano.

Anna Bonaiuto
ha recitato con i più grandi registi del teatro italiano da Ronconi a Servillo. Le sue interpretazioni al cinema con Moretti, Corsicato, Avati, Cavani, Martone e Sorrentino sono indimenticabili. Molti i premi ricevuti: la Coppa Volpi a Venezia nel 1993, il David di Donatello e il Nastro d’argento nel 1995, il Premio Ubu nel 2003 come migliore attrice italiana per Sabato, domenica e lunedì con la regia di Toni Servillo.
Giuseppe Montesano
scrittore, critico, collabora a Il Mattino, la Repubblica, l’Unità. Ha tradotto opere di Flaubert, Villiers de l’Isle-Adam, La Fontaine, Gautier, e curato le Opere di Baudelaire per i Meridiani Mondadori. Ha scritto i romanzi: Nel corpo di Napoli (Mondadori, 1999); A capofitto (Mondadori, 2001); Di questa vita menzognera (Feltrinelli, 2003); Magic People (Feltrinelli, 2005); Il ribelle in guanti rosa. Charles Baudelaire (Mondadori, 2007).


sabato 5 settembre.ore 21.00.piazza Matteotti - euro 3.50
Eugenio Borgna - Emozioni, queste sconosciute

La nostra vita si svolge entro gli sconfinati orizzonti delle emozioni: quelle che sorgono in noi e quelle che sorgono negli altri. Solo educandoci a riconoscerle nelle loro luci e nelle loro ombre, nei loro volti così frequentemente nascosti e sconosciuti, ci è possibile articolare relazioni interpersonali dotate di senso e, in psichiatria, donatrici di cura. Eugenio Borgna, anche attraverso la lettura di testi e poesie fatta da Anna Bonaiuto, racconterà le emozioni conosciute e quelle perdute, quelle fragili e umbratili e quelle che rimettono in discussione, quelle che curano e quelle che sembrano non parlare perché non siamo abituati a scendere nella nostra interiorità.

Eugenio Borgna
è primario emerito di Psichiatria all’Ospedale Maggiore di Novara e docente in clinica delle malattie nervose e mentali presso l’Università di Milano. Si è occupato di psicopatologia delle depressioni e schizofrenie. La sua capacità di entrare nel mondo psicotico riesce a dare voce all'urlo silenzioso di questa patologia, sia nel rapporto con i pazienti, sia sulla pagina scritta, dove si serve anche delle storie dei suoi malati e dei testi letterari di famosi psicotici. Con Feltrinelli ha pubblicato: Malinconia (1999); Noi siamo un colloquio (1999); L’arcipelago delle emozioni (2002); Le intermittenze del cuore (2003); Come in uno specchio oscuramente (2007); Nei luoghi perduti della follia (2008); Le emozioni ferite (2009).

mercoledì 2 settembre 2009

Amicizia

Se potessi fermare il tempo
lo farei per te
amico mio
perchè i tuoi momenti più belli
regalassero ai tuoi giorni
una gioia sempre viva.
Se potessi prendere un arcobaleno
Lo farei proprio per te.
E condividerei con te la sua bellezza,
nei giorni in cui tu fossi malinconico.
Se potessi costruire una montagna,
potresti considerarla
di tua piena proprietà;
un posto dove trovare serenità,
un posto dove stare da soli
e condividere i sorrisi
e le lacrime della vita.
Se potessi prendere i tuoi problemi,
li lancerei nel mare
e farei in modo che si sciogliessero
come il sale.
Ma sto trovando che tutte queste cose
sono impossibili per me.
Non posso
fermare il tempo,
costruire una montagna,
o prendere un arcobaleno luminoso.
Ma lasciami essere ciò che so essere di più
semplicemente un amico.


martedì 1 settembre 2009

la poesia

Come ho scritto ieri amo molto leggere e, fra le mie letture, c'è anche la poesia. Ogni tanto ne posterò una. Inizio stasera:


Non dovresti conoscere la disperazione
se le stelle scintillano ogni notte
se la rugiada scende silenziosa a sera
e il sole indora il mattino.
Non dovresti conoscere la disperazione
seppure le lacrime scorrano a fiumi
non sono gli anni più amati per sempre presso il tuo cuore?
Piangono, tu piangi, così deve essere;
il vento sospira dei tuoi sospiri, e dall'inverno cadono lacrime di neve là dove giacciono le foglie d'autunno;
pure, presto rinascono, e il tuo destino dal loro non può separarsi:
continua il tuo viaggio
se non con gioia, pure, mai con disperazione!

(Emily Bronte)



Foto scattata a Bossolasco (CN) 11-11-2007



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