giovedì 31 dicembre 2009

Felice 2010 a tutti!



vignetta tratta da diversamenteoccupati


vignetta tratta da Espresso

Comunque sia brindiamoci sopra e.....BUON 2010!!!



mercoledì 30 dicembre 2009

Le megalopoli nel mondo

Il portale francese l'Internaute ha stilato la classifica delle città più popolate del mondo, mi limito a 20, la loro classifica arriva a 30 e non comprende città italiane. 

(Delhi)

  1. Tokio  35,7 milioni  
  2. New York 19 milioni
  3. Città del Messico 19 milioni
  4. Mumbay/Bombay 18,9 milioni
  5. San Paolo 18,8 milioni
  6. Delhi 15,9 milioni
  7. Shangai 14,9 milioni
  8. Calcutta 14,7 milioni
  9. Dacca 13,4 milioni
  10. Buenos Aires 12,7 milioni
  11. Los Angeles 12,5 milioni
  12. Karachi 12,1 milioni
  13. Il Cairo 11,8 milioni
  14. Rio de Janeiro 11,7 milioni
  15. Osaka-Kobe 11,2 milioni
  16. Pechino 11,1 milioni
  17. Manila 11,1 milioni
  18. Mosca 10,4 milioni
  19. Istanbul 10 milioni
  20. Parigi 9,9 milioni
Nel 2007 secondo wikipedia la classifica era questa.

lunedì 28 dicembre 2009

A proposito di Francia ...

A proposito di Francia, il famoso quotidiano transalpino "Le Figaro", recentemente, ha condotto un sondaggio fra i suoi lettori chiedendo loro di esprimersi sui migliori film, libri, brani musicali ed artisti contemporanei dell'ultimo decennio, questi sono i risultati:

CINEMA FRANCESE

 
1 Il favoloso mondo di Amélie (2001),di Jean-Pierre Jeunet 36,77 %
2 L'appartamento spagnolo (2002), di Cédric Klapisch 11,13 %
3 I ragazzi del coro (2004),di Christophe Barratier 8,72%
4 Giù al Nord (2008), di Dany Boon 7,74%
5 Asterix missione Cleopatra (2002), di Alain Chabat 7,11 %

CINEMA INTERNAZIONALE

 
1 Le vite degli altri (2003), di Florian Henckel von Donnersmarck 19,18 %
2 Gran Torino (2009), di Clint Eastwood 15,92 %
3 Lost in Translation (2003), di Sofia Coppola 14,64%
4 In the Mood for Love (2000), di Wong Kar-wai 11,69%
5 Babel (2006), d'Alejandro Gonzales Inarritu 7,15%

CINEMA D’ANIMAZIONE


1 Shrek (2001), di Andrew Adamson 25,61 %
2 La città incantata (2002), di Hayao Miyazaki 17,78 %
3 L'era glaciale (2002), di Chris Wedge 13,16 %
4 Persepolis (2007), di Marjane Satrapi 12,06%
5 Ratatouille (2007), di Brad Bird 11,46 %

MUSICA: ALBUM STRANIERI

1 Back to Black (2006),di Amy Winehouse 16,99 %
2 Kid A (2000), dei Radiohead 16,15 %
3 Viva la Vida (2008), dei Coldplay 14,00%
4 Come away with me (2002), di Norah Jones 9,17 %
5 Elephant (2003), dei The White Stripes 9,03%

MUSICA: ALBUM FRANCESI



1 Qui de nous deux ? (2003), di M 22,25 %
2 The Virgin Suicides (2000) , di Air 16,74 %
3 Reprise des négociations (2005), di Bénabar 10,54 %
4 Quelqu'un m'a dit (2002) , di Carla Bruni 7,49%
5 Le Fil (2005), di Camille 7,10 %

MUSICA CLASSICA



1 Cecilia Bartoli, mezzo soprano italieno 34,70 %
2 Lang Lang, pianista cinese 13,33%
3 Claudio Abbado, direttore d'orchestra italiano 11,28%
4 Rolando Villazon, tenore messicano 9,64%
5 Gustavo Dudamel, direttore d'orchestra venezuelano 4,92 % 


LETTERATURA: ROMANZI FRANCESI


1 Les Bienveillantes - I benevoli (2006), di Jonathan Littell 20,91 %
2 Insieme e basta (2004), di Anna Gavalda 18,34%
3 Piattaforma (2001), di Michel Houellebecq 9,95%
4 Rouge Brésil - Rosso Brasile (2001), di Jean-Christophe Rufin 7,19%
5 Les Âmes grises - Le anime grigie(2003), di Philippe Claudel 6,15 %

LETTERATURA: ROMANZI INTERNAZIONALI
1 Millenium - la trilogia (2006 e 2007), di Stieg Larsson 23,53 %
2 Il codice da Vinci (2004), di Dan Brown 21,78%
3 La macchia umana (2002), di Philip Roth 10,67 %
4 La strada (2002), di Cormac McCarthy 10,59%
5 After dark (2007), di Haruki Murakami 8,35 %

TEATRO (FRANCESE)


1 Cyrano de Bergerac, di Edmond Rostand (2007), messo in scena da Denis Podalydès  22,56%
2 Phèdre, di Racine (2003), messo in scena da Patrice Chéreau 13,18%
3 La Symphonie du hanneton, di James Thiérrée (2005) 8,17%
4 Le Roman d'un acteur, di Philippe Caubère (2008) 6,87%
5 L'École des femmes, di Molière (2001), messo in scena da Didier Bezace 5,29 %


ARTE CONTEMPORANEA



1 Olafur Eliasson, l'artista verde 13,38 %
2 Damien Hirst, l'artista re della Cool Britannia 12,04 %
3 Peter Doig,  il ritorno del pittore  10,49 %
4 Cindy Sherman, il volto dell’America   9,93 %
5 Maurizio Cattelan, l’humour noir 9,89 %

domenica 27 dicembre 2009

Musica francese

Chi mi conosce sa quanto la mia passione per la musica spazi fra i vari generi e comprenda autori di varia nazionalità. In questo "mondo" così ampio un largo spazio è occupato dalla musica francese, e non è passione recente da ricondurre, quindi, all'età matura, ascoltavo gli "chansonnier"  fin da giovane. A volte penso di avere fra i miei avi qualche transalpino tale e tanto è l'amore che ho per questa lingua che, peraltro, capisco abbastanza anche se, complice la mancanza di pratica, ho difficoltà a parlare e a scrivere.

  (Jacques Brel)
Fra i pochi ed intimi lettori di questo blog ho un paio di amici francesi, ed a loro (ma non solo) dedico questo post.
Proprio un'amica francese mi ha segnalato una bella e poco conosciuta cover di "Ne me quitte pas" la magnifica, e meritatamente arcinota, canzone originariamente scritta ed interpretata dal "peintre" (pittore), così mi piace definirlo, Jacques Brel (belga di nascita ma vissuto perlopiù a Parigi) che qui inserisco. L'altro video invece si riferisce alla versione in francese della meravigliosa canzone Margherita di Riccardo Cocciante, da lui stesso interpretata che, personalmente, trovo magnifica anche in francese, anzi, forse la preferisco.
Buona visione e un grosso bacio a Michèle e Jean Marie.




giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale

 
a tutti con la speranza che questo giorno costituisca  l'inizio di una vita migliore, ma soprattutto, di un mondo migliore del quale abbiamo fortemente bisogno.
Un salut spécial à Michèle. Merci pour votre amitié ma chère Mimi!
Consiglio di guardare questo video che non posso inserire causa incorporamento disattivato. 
E dopo il momento di triste ma doverosa riflessione, ne posto uno più festoso.

Musica - Abbey Lincoln

Abbey Lincoln è nata a Chicago nel ‘30. Inizialmente cantante da ristorantini successivamente apprezzata e valorizzata ha lavorato con artisti del calibro di Max Roach (il marito deceduto nel 2007), Benny Carter, Sonny Rollins, Stan Getz e, più recentemente, Pat Metheny.
La considero la più bella voce (oltre che autrice di molti suoi successi) vivente del jazz.
Gli album pù noti sono “Straight Ahead” (1961) “Freedom Now Suite” (con Max Roach). Più recenti sono “Talking to the Sun” (1983) “A Turtle's Dream" (con P. Metheny) (1995) “Over the Years” (2000).
Fino a che non sparirà da Youtube godetevi questa bella interpretazione di "Throw It Away" brano, di cui è autrice., inserito nell'album A turtle's dream.



I think about the life I live
A figure made of clay
And think about the things I lost
The things I gave away

And when I'm in a certain mood
I search the house and look
One night I found these magic words
In a magic book

Throw it away
Throw it away
Give your love, live your life
Each and every day

And keep your hand wide open
Let the sun shine through
'Cause you can never lose a thing
If it belongs to you

There's a hand to rock the cradle
And a hand to help us stand
With a gentle kind of motion
As it moves across the land

And the hand's unclenched and open
Gifts of life and love it brings
So keep your hand wide open
If you're needing anything

Throw it away
Throw it away
Give your love, live your life
Each and every day

And keep your hand wide open
Let the sun shine through
'Cause you can never lose a thing
If it belongs to you

Throw it away
Throw it away
Give your love, live your life
Each and every day

And keep your hand wide open
Let the sun shine through
'Cause you can never lose a thing
If it belongs to you

'Cause you can never lose a thing
If it belongs to you
You can never ever lose a thing
If it belongs to you

You can never ever lose a thing
If it belongs to you
You can never ever lose a thing
If it belongs to you


martedì 22 dicembre 2009

Poesia - Olav H. Hauge

Poesie adatte ad una sera invernale...



Giornata d’inverno
Cosa vuole questa luce strana?
Il giorno è sotto stelle bianche.
E i sogni germogliano sotto la luna.

La montagna ha parole racchiuse dentro di sé
ma il petto è rigido e la barba gelata.
Il fiume risponde con brevi riflessi, si apre per un attimo breve,
e i pini offrono un po’ di resina.
Il regalo scuote la neve
e il cavallo freme con il muso coperto di brina.
La legna spreme fuori una crosta di grasso gelato,
e il ghiaccio divora il taglio della scure.

Ma ora la vetta manda in mille pezzi il disco
del sole, torce
il suo sguardo furtivo verso un mondo lontano.
Gli alti abeti candele sulle creste dei monti si spengono,
e gli alberi si acquietano nel bosco per la notte.
Il fiume sospira nella gola, condensa in ghiaccio la nostalgia di mare,
e le pietre dormono sotto la neve con sogni verdi nel cuore.




Pomeriggio di neve 
Getta via la tua oscurità e sarai ricco.
Come una sera dopo la neve.
Il campo è ricco, e la brughiera,
ovunque aghi di pino,
e le case sono ricche, sicure
per la vita e il calore.
La terra addormentata conosce
il proprio splendore.
Le sopracciglia brinate del cielo
sono piene di stelle


Olav H. Hauge - poeta norvegese - "La terra azzura" - Crocetti Editore

Olav H. Hauge (1908-1994) è oggi riconosciuto come uno dei piú significativi e influenti poeti norvegesi del Novecento.
Uomo di grande cultura e vivamente interessato alla scena letteraria internazionale – fu, tra l’altro, traduttore di Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath – Hauge trascorse tutta la sua vita nella regione natale del Harlander, affiancando all’attività del poeta quella del giardiniere, e proprio la variante del norvegese parlata nel Harlander è la lingua che scelse come mezzo espressivo per la sua poesia.

lunedì 21 dicembre 2009

Beni culturali - la Piscina Mirabilis

Prima della trasmissione Presa Diretta, titolo della puntata "Oro Buttato", andata in onda a settembre scorso su Rai 3 (visibile anche su youtube) non conoscevo la sua esistenza. Da quel momento, però, mi sono documentata ed ora, relativamente allo stato di conservazione ed all'opera di valorizzazione da parte delle Autorità preposte, non posso fare a meno di ripensare e fare i paragoni con la cisterna Basilica di Istanbul (costruita nel 532) che ho visto proprio l'anno scorso. 


Come è possibile che, ogni giorno, migliaia di turisti di ogni nazionalità visitino la Cisterna Basilica e, nel nostro Paese, una meraviglia (nonostante le condizioni di evidente abbandono) come la Piscina Mirabilis di Bacoli (NA), una costruzione che risale al I secolo d.C. quando era il serbatoio di uno dei principali acquedotti romani voluto dall'imperatore Augusto sia, non solo pressochè sconosciuta ma, addirittura, chiusa al pubblico!
 


Sul sito della Soprintendenza ai BeniArcheologici di Napoli e Pompei dedicato all'area archeologica di Miseno non si fa cenno ad orari di visita.
Sul sito ufficiale del Turismo regione Campania/Beni Culturali compaiono due n.ri di telefono +39 081 5233199 (custode, la sig.ra Giovanna)
+30 081 5266639 (Azienda Turismo Pozzuoli).
Sul sito della provincia di Napoli c'è un generico rivolgersi al custode senza alcun recapito.
Su Culturaitalia il portale del Mibac dedicato alla promozione dei beni culturali italiani si decanta la bellezza del sito ma non si trova alcuna informazione relativa ad orari e altro.
Oggi sul Corriere del  Mezzogiorno di Napoli appare questo articolo, no comment!

domenica 20 dicembre 2009

Musica - Killing Me Softly With His Song

Strumming my pain with his fingers
Singing my life with his words
Killing me softly with his song
killing me softly with his song
Telling my whole life with his words
Killing me softly with his song
I heard he sang a good song
I heard he had a style
And so I came to see him
and listen for a while
And there he was this young boy
stranger to my eyes
Strumming my pain with his fingers
Singing my life with his words
Killing me softly with his song
killing me softly with his song
Telling my whole life with his words
Killing me softly with his song
I felt all flushed with fever
Embarrassed by the crowd
I felt he found my letters
and read each one out loud
I prayed that he would finish
But he just kept right on
strumming my pain with his fingers
Singing my life with his words
Killing me softly with his song
Killing me softly with his song
Telling my whole life with his words
Killing me softly with his song
Strumming my pain with his fingers
Singing my life with his words
killing me softly with his song
Killing me softly with his song
Killing me softly with his song




Mi Uccide Dolcemente
Strimpella il mio dolore con le sue dita, 
Canta la mia vita con le sue parole 
Mi uccide dolcemente con il suo canto
mi uccide dolcemente con il suo canto 
racconta l'intera mia vita con le sue parole
Mi uccide dolcemente con il suo canto
L’ho sentito cantare una bella canzone, 
ho sentito che aveva stile 
Allora sono andata a vederlo e ad ascoltarlo per un momento 
E questo ragazzo, estraneo ai miei occhi, 
era là a strimpellare il mio dolore con le sue dita
a cantare la mia vita con le sue parole
a uccidermi dolcemente con il suo canto
a uccidermi dolcemente con il suo canto
a raccontare l'intera mia vita con le sue parole
a uccidermi dolcemente con il suo canto.
Ho sentito tutto, arrossendo come se avessi la febbre imbarazzata dalla folla 
Ho sentito che lui aveva trovato le mie lettere
e le aveva lette ognuna ad alta voce
Pregai che avesse finito
lui invece continuò a strimpellare il mio dolore con le sue dita
a cantare la mia vita con le sue parole
a uccidermi dolcemente con il suo canto
a uccidermi dolcemente con il suo canto
a raccontare l'intera mia vita con le sue parole
a uccidermi dolcemente con il suo canto.

sabato 19 dicembre 2009

Musica - Cover - At Last

So che questo brano piace a molti miei amici e conoscenti pertanto questa sera ne posto qualche versione nota.
La canzone originale  è stata scritta nel 1941 da Mack Gordon ed Harry Warren e successivamente interpretata da moltissimi artisti, la cover che ha avuto più successo è sicuramente quella di Etta James. 


venerdì 18 dicembre 2009

Beni culturali - Sos per la lettura - qualcuno salvi le biblioteche italiane


Sos per la lettura qualcuno salvi le biblioteche italiane. 
I Beni Culturali: Roma a rischio chiusura 

Un dossier del ministero: per le Statali e le Nazionali budget dimezzato



ROMA - Se è vero che l´identità di un paese si rispecchia nelle sue biblioteche, la fotografia nazionale appena prodotta dal ministero dei Beni Culturali ci restituisce il ritratto di una Italia smarrita, priva di memoria, che volge le spalle alla sua stessa tradizione. Nell´arco di cinque anni, le risorse finanziarie per l´attività delle biblioteche pubbliche statali - quarantasei istituti, tra cui la Braidense, la Laurenziana, la Malatestiana, l´Angelica e la Casanatense - sono state ridotte della metà (da trenta milioni a sedici milioni di euro), con un depauperamento ancora più marcato per le due Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze, custodi delle stesse fonti dell´identità nazionale italiana. Dall´acquisizione dei libri alla valorizzazione, dalla prevenzione alla tutela, dai servizi per il pubblico all´informatizzazione, non c´è passaggio nell´attività delle biblioteche che oggi non mostri limiti e disfunzioni. Il confronto con la British Library di Londra o la Bibliothèque Nationale de France finisce per essere mortificante. E per l´istituto romano di viale Castro Pretorio, si rischia la chiusura.


Il merito di aver prodotto un quadro aggiornato del "costume bibliotecario degli italiani" è della stessa Direzione generale per le Biblioteche. «Mi auguro che sia lo strumento per ottenere maggiore attenzione politica e soprattutto un incremento di fondi», spiega il direttore Maurizio Fallace. Il rapporto redatto da una commissione di esperti non è sospettabile di ambiguità: la situazione appare molto critica, quasi disperata. Diminuisce la qualità dei servizi, decresce di conseguenza anche la domanda, ossia il numero dei prestiti e delle persone ammesse al servizio. «Se non si aggiornano le collezioni librarie e se non si ha la possibilità di catalogare tempestivamente il materiale acquisito, anche l´utenza è scoraggiata», recita il rapporto del ministero. Per inquadrare il malessere, basterà qualche cifra. Se nel 2005 si spendeva per il patrimonio bibliografico 8.263.311 euro, la previsione per il 2010 è di 3.605.877. La spesa per il funzionamento del servizio bibliotecario informatico passa da cinque milioni a meno di quattro milioni di euro, mentre per la tutela dei libri e dei documenti la perdita è ancora più secca: da 3.525.966 a 650.000 euro (consentita appena la manutenzione degli impianti di sicurezza, antifurto o antincendio, mentre mancano le risorse per i lavori di spolveratura, rilegatura, disinfestazione). Anche la catalogazione nel Sistema Bibliotecario Nazionale mostra una vera emorragia: dagli 823.821 euro del 2005 agli 84.645 euro previsti per il prossimo anno. Cifra del tutto inadeguata: solo per il materiale del Novecento, sono almeno cinque milioni i volumi non ancora catalogati (il loro recupero costerebbe circa venti milioni di euro).


Emblema del grave declino è rappresentato dalle due Biblioteche Centrali, di Roma e Firenze. Quella romana risulta oggi la più sacrificata, con una dotazione di 1.590.423 euro (rispetto al 2001 la decurtazione è pari al 50 per cento): per un buon funzionamento occorrerebbero almeno trenta milioni di euro. Il paragone con le sorelle europee è schiacciante: la dotazione annua della Bibliothèque Nationale de France è 254 milioni di euro, quella della British Library supera i 159 milioni. Se riferiti al personale, i dati sono ancora più clamorosi. Anche in questo caso, la comparazione può essere utile: alla Bibliothèque Nationale lavorano 2.651 persone, in quella inglese 2.011, a Firenze 205, a Roma 264: complessivamente le due biblioteche nazionali italiane hanno un patrimonio librario equivalente a quello parigino - circa 14 milioni di volumi - ma vi lavora meno di un quinto del personale impiegato a Parigi.


Le conclusioni del rapporto non fanno presagire niente di buono. Per la Biblioteca Nazionale di Roma, «le risorse attualmente disponibili non bastano a garantire neppure la pura e semplice sopravvivenza dell´istituto». Come distruggere la propria carta d´identità, quella in cui siamo venuti meglio.

Simonetta Fiori
18/12/2009 LA REPUBBLICA - - Cultura
Patrimoniosos

martedì 15 dicembre 2009

Tristezza in un giorno di festa

A volte capita che un giorno che dovrebbe essere di festa sia pervaso di tristezza, ma  anche questa è "vita"...

Della gioia e del dolore
Allora una donna disse:
Parlaci della Gioia e del Dolore. E lui rispose:
La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime.
E come può essere altrimenti ?
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.

Alcuni di voi dicono: "La gioia è più grande del dolore", e altri dicono: "No, è più grande il dolore".
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme, e se l'una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro è addormentato nel vostro letto.

In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.
(Gibran Khalil Gibran)



testo e traduzione

How Can You Mend A Broken Heart 
I can think of younger days when living for my life
Was everything a man could want to do
I could never see tomorrow, but I was never told about the sorrow

And how can you mend a broken heart?
How can you stop the rain from falling down?
How can you stop the sun from shining?
What makes the world go round?
How can you mend this broken man?
How can a loser ever win?
Please help me mend my broken heart and let me live again

I can still feel the breeze that rustles through the trees
And misty memories of days gone by
We could never see tomorrow, no one said a word about the sorrow

And how can you mend a broken heart?
How can you stop the rain from falling down?
How can you stop the sun from shining?
What makes the world go round?
How can you mend this broken man?
How can a loser ever win?
Please help me mend my broken heart and let me live again


Come Puoi Aggiustare Un Cuore Spezzato
Posso pensare a giorni più giovani quando vivere per la mia vita
Era tutto ciò che un uomo potrebbe volere
Non potrò mai vedere domani, ma non ho mai parlato del dolore

E come puoi aggiustare un cuore spezzato?
Come puoi far smettere la pioggia di venir giù?
Come puoi far smettere il sole di splendere?
Cosa fa girare il mondo?
Come puoi aggiustare questo uomo spezzato?
Come potrà mai un perdente vincere?
Per favore aiutami ad aggiustare il mio cuore spezzato e lasciarmi vivere di nuovo

Riesco ancora a sentire la brezza che fruscia tra gli alberi
E ricordi annebbiati di giorni andati
Non potremmo vedere mai domani, nessuno ha detto una parola sul dolore

E come puoi aggiustare un cuore spezzato?
Come puoi far smettere la pioggia di venir giù?
Come puoi far smettere il sole di splendere?
Cosa fa girare il mondo?
Come puoi aggiustare questo uomo spezzato?
Come potrà mai un perdente vincere?
Per favore aiutami ad aggiustare il mio cuore spezzato e lasciarmi vivere di nuovo


Grazie Luci!


domenica 13 dicembre 2009

Musica - Cover - Crazy

Questa sera vado a dormire con in testa questa dolcissima canzone scrittta nel 1961 da Willie Nelson e portata al successo da Patsy Kline. Ne propongo tre versioni, quella originale cantata da Patsy Kline, una, forse quella che preferisco, "live"(blues/jazz) ben interpretata da un trio di lusso,  Diana Krall (che in genere non amo particolarmente), il grande Elvis Costello e lo stesso autore del brano, W. Nelson, infine  l'ultima versione eseguita da Mina.

Costa Azzurra - Mercatini di Natale

Alla ricerca di qualche mercatino non troppo distante da noi e, possibilmente, sperando di trovare un tempo, meterologicamente parlando, accettabile, ieri siamo andati in Costa Azzurra, se non altro avevamo la certezza di rivedere località, soprattutto Nizza, ricche di fascino oltre che vivaci.
A Cannes abbiamo visto un mercatino di antiquariato

 

  

e il mercatino di Natale, non molto grande ma, nel complesso, carino

 

 

Particolarmente interessante la parte alta della cittadina, la cosiddetta collina di Le Suquet, sulla quale svetta la torre del Museo de la Castre.  Carino il Presepe all'interno della Chiesa du Suquet , purtroppo non ho potuto fotografarlo causa divieto.
Qui ho caricato altre foto, scattate sia a Cannes che a Nizza.

Nizza natalizia è stata una bella scoperta. Place Massena, sede del mercatino,  addobbata a festa ha poco da invidiare ad altre località più famose, perlomeno per questo evento, un po' di mitteleuropa si respira anche qui fra i vari chioschetti.

  

  

   

Peccato il tempo si sia messo a fare le bizze e, proprio in pieno giro, ci abbia scaricato addosso tanta acqua oltre che tuoni e fulmini poco lontani da noi.

 

giovedì 10 dicembre 2009

Ecosia - il nuovo motore di ricerca ecologico

E' stato lanciato lunedì il nuovo motore di ricerca ecologico, si tratta di Ecosia.
Ecosia è un sito web indipendente e senza scopo di lucro. Almeno l'80% dei guadagni ricavati dalle ricerche va a un programma di protezione della foresta pluviale del WWF che utilizza questo denaro per la protezione sostenibile delle foreste pluviali.
Video di presentazione su Youtube


mercoledì 9 dicembre 2009

Beni culturali - un patrimonio da salvare

Fin dalla nascita di questo blog ho deciso di lasciare fuori da questo spazio la politica, perlomeno quella schierata o, peggio, urlata, e sono fermamente intenzionata a proseguire su questa strada. Ciò anche in considerazione del fatto che la mia visione generale delle cose comporterebbe critiche trasversali senza peraltro risparmiarne a coloro, la base me compresa, che avrebbero il compito di salvaguardare la democrazia ove essa non significa solo partecipazione, attraverso delega, alla vita politica del paese ma, anche, il controllo sui delegati manifestando, quando serve, chiara e decisa disapprovazione e indignazione.

Ciò premesso da innamorata della cultura, intesa nel suo significato più ampio, non posso fare a meno di affrontare, seppur in maniera sommaria, la situazione del ns. patrimonio culturale, quell'insieme di testimonianze storiche prima scoperte, poi conservate, tutelate e lasciate a noi dai nostri predecessori, che noi parimenti avremmo, se non altro, il dovere di lasciare in buono stato ai nostri successori.
La situazione negli ultimi vent'anni è andata progressivamente deteriorandosi. I diversi Governi succedutisi alla guida di questo scalcinato Paese hanno sempre procrastinato interventi conservativi, di tutela e valorizzazione del patrimonio preferendogli provvedimenti in altri settori più visibili e dall'immediato tornaconto elettorale.
In 20 anni la spesa pubblica per i Beni Culturali si è ridotta di oltre l’80%,  dal  blocco totale delle assunzioni, (l'età media degli addetti al Mibac è di 58 anni!) al taglio dei fondi previsti per i  lavori di restauro, per gli scavi archeologici, per le acquisizioni librarie e di periodici, per la valorizzazione del sistema museale, tutto è andato nella direzione di un progressivo e quasi totale disinvestimento.
A completare il disegno una politica culturale complessiva assolutamente miope; da decenni, oramai, un progetto culturale degno di tale nome è assente dalla testa dei ns. politici, basta vedere le condizioni in cui versa la scuola ma questo argomento, per importanza e complessità, richiederebbe un discorso a sè, ne consegue che anche dalla base, il popolo italiano, l'attenzione verso questo settore è inesistente, utopistico sperare che da qualche parte si eserciti pressione verso chi ci rappresenta con l'obiettivo, quantomeno, di invertire la tendenza, ed iniziare a progettare qualcosa di serio per recuperare molte di quelle che "furono" le ricchezze del ns.Paese.
Anche in assenza di amore per l’arte e la storia che essa rappresenta, non si può non pensare che questo patrimonio può essere fonte di ricchezza per il Paese. Valorizzando adeguatamente il patrimonio artistico, architettonico, archeologico e ambientale italiano vi sarebbe la possibilità di incrementare in maniera estremamente significativa  gli introiti legati al turismo.
Il turismo non è solo  il Colosseo, i Musei Vaticani, Piazza San Marco, gli Uffizi, Piazza dei Miracoli, la Reggia di Caserta e Pompei. Ogni piccola chiesa, roccaforte, piccolo museo, area archeologica, centro storico, parco, può essere valorizzato ed alimentare l'industria turistica.
Spagna, Francia e Grecia, giusto per citare alcuni esempi,  insegnano in questo senso.
A conclusione di questa mia disamina riporto un articolo apparso sul quotidiano "La Nazione"  2 giorni fa sulla situazione drammatica, oramai cronica direi visto che non è la prima volta che leggo accorati appelli della Direttrice,  in cui versa la Biblioteca Nazionale di Firenze. A seguire posto il link ad una trasmissione dedicata alla condizione disastrosa dei  Beni Culturali italiani, andata in onda un paio di mesi fa su Rai3. Vi sarebbe qualcosa da dire anche su questa trasmissione in quanto, come è facile immaginare, l'argomento è trattato con supeficialità. Corretto, ed anche un po' scontato vista l'anzianità del paziente, l'elenco dei mali, nebuolosa la ricerca dei responsabili, totalmente assente una proposta o qualcosa che vi somigli,  in ogni caso suggerisco di vederla.


FIRENZE - Un grande patrimonio senza più soldi
Letizia Cini
La Nazione 07/12/2009
SI PREPARA ai grandi festeggiamenti del 26 febbraio 1 2010 in mezzo a qualche difficoltà, la Biblioteca Nazionale di Firenze, «nata dalla biblioteca privata di Antonio Magliabechi, costituita da circa 3Omila volumi, lasciata nel 1714, secondo il suo testamento a beneficio universale della città di Firenze». Così recita la scheda storica della prestigiosa istituzione. Venendo all'oggi, la Nazionale ne ha passate davvero tante: certo il grosso l'ha fatto l'Arno nel 66. Ma anche in tempi ben più recenti fra pensionamenti mai rimpiazzati, cronica carenza di fondi, la presenza di topi negli uffici e infine l'allagamento della Sala di Lettura, gli ostacoli non sono certo mancati. Tenacemente superati con determinazione da Antonia Ida Fontana, storica direttrice che dal 6 di marzo andrà in pensione, lasciando il suo ufficio e l'appartamento destinato al dirigente affacciato sui tetti, e la sua amatissima Biblioteca. Il successore? Tante voci, ma di certo c'è solo che verrà da fuori. Come lo scorso anno, si ripropone anche questo Natale la drastica riduzione servizi: «Si comunica ai signori utenti che, causa carenza di personale, nel periodo compreso tra il 23 dicembre e il 5 gennaio compresi, la Biblioteca sarà aperta al pubblico esclusivamente dalle ore 8,15 alle ore 13,30 recita il cartello all'ingresso». Nel luglio scorso, la riduzione di orario si rese nuovamente indispensabile, culminando in una lettera aperta, sottoscritta da alcuni docenti, ricercatori, laureandi e studiosi, uniti nell'associazione lettori Gianni Isola dello storico archivio, indirizzata al ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi. Qualche settimana prima Antonia Ida Fontana, incontrando alcuni rappresentanti del Consiglio regionale, aveva chiesto «almeno 500 unità di personale, nuovi spazi per l'immagazzinamento dei volumi, oltre a un considerevole aumento di budget per far fronte alle spese ordinarie». Ma neppure l'autonomia, faticosamente ottenuta, è stata di grande aiuto. E PENSARE che la Biblioteca Nazionale di Firenze ha il compito di raccogliere l'intera produzione culturale nazionale di ogni anno. Ciò significa raccogliere ogni dodici mesi dalle 50 alle 60 mila monografie, più di 300 mila testate e periodici. Da alcuni anni, anche per un taglio consistente di personale (209 dipendenti contro i 334 del 1996, si legge nella lettera), l'organizzazione della struttura rischia di collassare. Come se non bastasse «il finanziamento per l'acquisto di libri e documenti è stato decurtato a 29lmila euro, costringendo a interrompere molti abbonamenti importanti», il lamento della direttrice. Solo per dare un'idea, nel 1996 il finanziamento era pari ad un miliardo e mezzo di lire, circa 775mila euro... Difficile andare avanti in queste condizioni. Eppure l'ottimismo è una dote che caratterizza la direttrice: «Per il prossimo anno speriamo in una dotazione adeguata da parte del ministero conclude Antonia Ida Fontana L'anno scorso siamo rimasti perfino senza carta igienica». Proprio parlando di questioni fiorentine il ministro Bondi recentemente ha annunciato che 200 milioni di euro, l'80 per cento dei quali destinati ai beni culturali, sono in arrivo da Arcus. «Oltre a questi 200 milioni stanziati ci sono poi altre risorse di Arcus ha assicurato Bondi che il ministero ha preferito non investire subito in vista di altre possibili esigenze come le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia». Speriamo che per la Biblioteca Nazionale questa volta l'alluvione sia di soldi.

Presa diretta del 29/09/2009 "Oro buttato" 
La trasmissione, divisa in 10 parti, è visibile anche su youtube 
Posto la prima parte, su youtube nel menù che appare a fianco a questa, troverete le altre.


Condividi