giovedì 25 novembre 2010

Il blog chiude (ma riaprirà...)

Questo è un momento impegnativo e difficile per me, pertanto, seppur con rammarico, mi vedo costretta a chiudere il blog per un tempo imprecisato. Ringrazio tutti voi che mi avete fatto compagnia in questi mesi, ringrazio quelli che hanno commentato, ed anche quelli che hanno semplicemente letto. Mi scuso per l'assenza sui vostri blog, spero di ritornare presto. Vi abbraccio tutti.




domenica 21 novembre 2010

Poesia - Christina Rossetti

Christina Georgina Rossetti (Londra, 5 dicembre 1830 – Londra, 29 dicembre 1894), sorella di Dante Gabriel Rossetti, William Michael Rossetti e Maria Francesca Rossetti, è stata  una delle più importanti poetesse inglesi del secolo scorso.
Il padre, Gabriele Rossetti, era un noto carbonaro e poeta italiano. La madre, Frances Polidori, era la sorella di un amico di Lord Byron, John William Polidori.

 
"Chi ha mai visto il vento?
Né io né te.Ma quando gli alberi chinano le loro teste, Il vento li ha attraversati.
"

un vecchio articolo su Il Corriere della sera

Ricordami
    Tu ricordami quando sarò andata
    lontano, nella terra del silenzio,
    né più per mano mi potrai tenere,
    né io potrò il saluto ricambiare.

    Ricordami anche quando non potrai
    giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
    ricorda e basta, perché a me, lo sai,
    non giungerà parola né preghiera.

    Pure se un po' dovessi tu scordarmi
    e dopo ricordare, non dolerti:
    perché se tenebra e rovina lasciano
    tracce dei miei pensieri del passato,
    meglio per te sorridere e scordare
    che dal ricordo essere tormentato.

Ecce Ancilla Domini - Dante Gabriel Rossetti
(la modella è Christina) 

Miraggio

La speranza che ho sognato era un sogno,
soltanto un sogno, mi risveglio ora,
sconfortata, esausta e vecchia,
per un sogno.

Appendo la mia arpa a un albero,
un salice piangente in un lago:
lì appendo l’arpa ammutolita, logora e spaccata,
per un sogno.

Sta’ quieto, sta’ quieto, cuore infranto,
cuore silenzioso, stai quieto e spezzati:
la vita e il mondo sono cambiati, ed io stessa,
per un sogno.

Hans Anderson Brendekilde - A Wooded Path In Autumn
Vanità delle vanità

Di tutto ciò che cade, a questo mondo,
è la foglia d'autunno che al mio cuore
fa sentire il dolore più profondo.
Chi ci pensava, a primavera in fiore?
Il vasto mondo rideva ingemmato -
Sospira, canto alato.

A cento insidie minime e fatali
nel cammino di un giorno ci esponiamo:
è la mela bacata sopra il ramo,
l'uccello a cui si spezzano le ali,
la voce che cantò, che lenta muore.
Silenzio, suono e vista di dolore.-
Pietà, dolce Signore

venerdì 19 novembre 2010

Fotografia - Ara Güler

Ara Güler, “l'occhio di Istanbul”,  (Istanbul 1928) è il maggiore fotografo turco-armeno vivente.
Chi ha letto Istanbul di Pamuk ricorderà le foto, a volte malinconiche, a volte nostalgiche, di Istanbul, molte delle quali sono proprio di Güler.



Link:
Ara Güler su Facebook


lunedì 15 novembre 2010

Ventagli

un sito ricco di immagini, informazioni,  storia ed autore dei diversi ventagli


















altro sito molto interessante di un antiquario parigino:







giovedì 11 novembre 2010

Musica - Narciso Yepes

Narciso Yepes (Lorca, 14 novembre 1927 – Murcia, 3 maggio 1997) è stato un chitarrista spagnolo.
Nacque in una famiglia di modeste condizioni a Lorca, in Spagna, il 14 novembre 1927. Conobbe la chitarra a soli quattro anni, su impulso del padre. Iniziò a frequentare lezioni di chitarra con il maestro Jesus Guevara, a Lorca. In seguito allo scoppio della Guerra Civile Spagnola nel 1936 si spostò con la famiglia a Valencia.
Superbe le sue interpretazioni (con la polifonica chitarra a 10 corde)  di musica rinascimentale e barocca anche se qui mi limito a postare brani più celebri.





domenica 7 novembre 2010

Poesia - Hans Magnus Enzensberger

Hans Magnus Enzensberger (Kaufbeuren, 11 novembre 1929) è uno scrittore, poeta, traduttore ed editore tedesco. Ha scritto anche sotto lo pseudonimo di Andreas Thalmayr e Linda Quilt. Vive a Monaco.

Enzensberger su settemuse 
e su agonet

"La televisione è puro terrorismo. La parola scompare, e con la parola ogni possibilità di riflessione."

I suoi versi che, spesso, traggono spunto dalle vicende storiche della Germania (ma non solo), o da accadimenti del nostro tempo, sono critici e tentano, attraverso giochi di parole, termini ironici o paradossali, di sensibilizzare  le coscienze al fine di evitare che l'avidità di potere e di danaro, e l'aggressività mal gestita possano determinare il ripetersi di orrori del passato. 

L'altro (1964)

Uno ride
si interessa
ha il mio viso con pelle e capelli sotto il cielo
lascia rotolare parole dalla mia bocca
uno che ha denaro e paura e un passaporto
uno che litiga e ama
uno si diverte
uno si dimena
ma non io
io sono l'altro
che non ride
che non ha viso sotto il cielo
e alcuna parola nella sua bocca
ed e' sconosciuto a se' e a me
non io; l'altro; sempre l'altro
che non vince e non e' vinto
che non si interessa
che non si muove
l'altro
che e' indifferente a se' stesso
del quale io non so niente
del quale nessuno sa chi e'
che non mi muove
questo io sono.

George Grosz - I ladri della società

L'indulgenza (1980)

Voi non sapete di cosa sto parlando. E' chiaro.
Credete che c'entri con le rate,
col numero chiuso e con le tasse.
Non c'è da stupirsi. Dal benzinaio e in galera
e in discoteca non si concede nessuna indulgenza.
Se volete saperlo, anche in passato
era meglio non farci gran conto, nei letti d'ospedale,
sui campi di battaglia e nelle stazioni dei calvari.
Nessun miracolo, solo uno di quei miseri trucchi
con cui l'uomo a memoria d'uomo frega il suo prossimo.
Un modo di dire antiquato, nient'altro.
Eppure mi piacerebbe trasmettervela, tanto per fare,
questa formula magica, perchè è quasi perfetta: indulgenza plenaria
per tutte le temporali ed eterne.
Tra l'altro, dipendesse da me concedervela,
l'avreste di certo poveri disgraziati.

giovedì 4 novembre 2010

domenica 31 ottobre 2010

Musica - John Sokoloff




Eugène Atget - le clochard  (B.N.F.)


martedì 26 ottobre 2010

Musica - Cover - Suzanne

Suzanne è il titolo di una celebre canzone di Leonard Cohen contenuta nel suo disco d'esordio del 1967, il cui testo fu inizialmente pubblicato nel 1966 come poesia.




 

La canzone è ispirata alle visite che il cantautore compiva presso Suzanne Verdal, ballerina, e suo marito, il noto scultore Armand Vaillancourt, con offerta di tè e fette d'arancia. Alcune interpretazioni affermano che, in questa canzone, Cohen fa riferimento ad un suo rapporto sessuale con Suzanne. In una intervista del 1970 tuttavia Cohen affermò che mai aveva avuto relazioni con Suzanne e la canzone conteneva elementi della realtà mescolati con l'immaginazione - affermazione confermata dalla stessa Suzanne in un'intervista del 2006. Stando alla lettura di Riccardo Bertoncelli, "la canzone intreccia una visita a casa sua (della Verdal, n.d.r.), vicino al fiume St. Lawrence, e le fantasie scatenate da una visita a una piccola chiesa dei marinai sempre a Montreal, la Chapelle de Bonsecours". Incontrata a Montreal, Suzanne aveva peraltro già ispirato alcune poesie pubblicate in Parasites of Heaven (1966): tra queste era compreso anche il futuro testo per canzone (inserito all'ultimo momento, per mancanza di materiale nuovo), con il titolo "Suzanne takes you down".





Come poi farà in molte altre canzoni, Cohen usa metafore bibliche per raccontare il sognato rapporto. Il racconto sfuggente e intessuto di immagini sognanti, unito alla musica prevalentemente acustica e al pacato tono di voce del cantante, restituisce una sensazione di delicatezza che sembra quasi risolvere il rapporto tra vita spirituale e passione carnale - tematica tra le più tipiche del repertorio coheniano. Come sempre nelle sue canzoni, è una donna a rappresentare iconicamente tale rapporto, tramite l'enigma della propria bellezza.

Oltre all'originale ho scelto alcune cover.











Versione di Nick Cave

sabato 23 ottobre 2010

La luna in arte

La luna piena di questa notte, e la conseguente insonnia (risento un po' dei cicli lunari, così come delle variazioni meteorologiche) mi hanno stimolata a postare questo messaggio. Vediamo come questo corpo celeste così affascinante ma, per certi versi, così inquietante ha ispirato molti artisti

 Edvard Munch

Edvard Munch

Caspar David Friedrich

Adam Elsheimer

Edward Potthast

Edouard Manet

Georges Lemmen

Joan Mirò

Eugène Carrière

Wassily Kandinsky
 
Paul Sérusier  

Vincent Van Gogh 
 Vincent Van Gogh
 Henri Rousseau
Frida Kahlo
Georgia O'Keeffe

Marc Chagall

René Magritte

René Magritte

Trento Longaretti

Isabelle Planté

Rob Gonsalves

Juan Ripolles

Alessandra Placucci

Ne avrei ancora molte ma preferisco fermarmi qui, spero di aver soddisfatto tutti i gusti.





Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
come una bella donna su guanciali profondi,
che carezzi con mano disattenta e leggera
prima d'addormentarsi i suoi seni rotondi,

lei su un serico dorso di molli aeree nevi
moribonda s'estenua in perduti languori,
con gli occhi seguitando la apparizioni lievi
che sbocciano nel cielo come candidi fiori.

Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta
lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta
nottambulo raccatta con mistico fervore

nel cavo della mano quella pallida lacrima
iridescente come scheggia d'opale.
e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.

Charles Baudelaire - Tristezze della luna


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