martedì 2 marzo 2010

Cinema - Ferzan Ozpetek

Dopo Le fate ignoranti, Il bagno turco, Il giorno perfetto, La finestra di fronte, Saturno contro (giusto per citarne alcuni) esce il nuovo film del regista turco.


L'atteso nuovo film di Ferzan Ozpetek, Mine vaganti, sarà nelle sale cinematografiche il prossimo 12 marzo. Si tratta di un'opera che segna per il regista un passaggio importante: riprende e rinnova – adeguandola ai temi del cineasta turco-italiano – la classica commedia all'italiana. Al centro della storia narrata, scritta in collaborazione con Ivan Cotroneo, l'omosessualità, così spesso ricorrente nelle storie di Ozpetek. In questo caso però la vicenda, pur con tratti dolorosi, ha una evidente caratteristica se non comica tendente alla leggerezza.

Riguardo al modo di lavorare durante le riprese il regista ha detto: «Metto molto le cose che vedo o sento anche tre giorni prima delle riprese», aggiungendo: «per me è stato un film liberatorio». Ozpetek ha parlato di «un film molto felice... di cambiamento». La famiglia, con il rapporto generazionale dai nonni ai nipoti è fondamentale in questa vicenda ambientata nel Salento. «Sono molto attaccato al Salento – ha detto –, soprattuto alle persone. Vi ho trovato un'Italia che era così alla fine degli anni Settanta. Lecce mi ha dato molto». Ozpetek ha parlato di «un film tipicamente corale» con tratti ispirati a sue vicende personali: «Il personaggio di Elena Sofia Ricci rappresenta le tre zie della mia infanzia».

Il regista Ferzan Ozpetek e Riccardo Scamarcio sul set di Mine vaganti 
(foto tratta da movieplayer)

Ma diverse inquietudini emergono nel racconto; a proposito di una frase detta nel film: «Siamo nel 2010, non nel 2000», Ozpetek ha spiegato che «Nel 2000 eravamo tutti molto più ottimisti e molto più aperti verso il prossimo. Forse non c'era stato l'11 settembre né il dominio di Bush per otto anni che ha cambiato tante cose. Oggi guardiamo il prossimo con sospetto, cosa che c'è di meno nel Salento.»

Sul «ridere delle cose anche drammatiche» e sul «gioco fra il dramma e la risata» descritto dal regista si è soffermato anche l'attore Ennio Fantastichini, affermando: «Questo film, grazie alla scrittura di Ivan (Cotroneo) e al lavoro di Ferzan e di tutti insieme è riuscito a far veder l'abisso dentro la luce e la luce dentro l'abisso, e questo mi piace moltissimo. Si sorride, c'è tenerezza, ma ogni tanto arrivano dei gran calci al basso ventre.»

Cambiamento e tradizione, sono queste forse le parole chiave di Mine vaganti, incentrato sulla figura di Tommaso (interpretato da Riccardo Scamarcio) e sul suo rapporto con il fratello, il padre e la madre (Lunetta Savino). «Soprattutto all'inizio della lavorazione del film – ha raccontato Scamarcio – ero molto preoccupato per quella che poteva essere la resa finale del mio personaggio, che anziché agire reagisce per tutto il corso della vicenda. Temevo fosse difficile far scattare l'empatia da parte dello spettatore. Senza contare l'enorme litigio scoppiato tra me e Ozpetek al terzo giorno di riprese, quando per l'ennesima volta mi ha costretto a tagliare i capelli». Per la prima volta insieme sul set, Scamarcio e Alessandro Preziosi hanno il ruolo di due fratelli: «Il lavoro con Riccardo è stato straordinario – ha detto l'attore che interpreta il fratello maggiore – ma sono grato soprattutto della grandissima capacità inventiva di Ozpetek e Cotroneo, soprattutto in riferimento alla scena dei tiri al pallone al di fuori della fabbrica, con noi due “potenziali assassini” mischiati agli altri operai. Come possono esserlo due omosessuali, spesso considerati assassini della normalizzazione». Dichiarazioni a cui si unisce anche Ennio Fantaschini, ancora diretto dal regista turco dopo Saturno contro. «Sono davvero contento di aver interpretato questo personaggio – ha detto – intanto perché anche io, da padre, vorrei fortemente che questo paese cambiasse, che non ci si preoccupasse più degli orientamenti sessuali e religiosi delle persone, a mio avviso questioni strettamente private, e che si ritorni a comprendere che il mondo è popolato da persone più o meno meravigliose, più o meno intelligenti e, soprattutto, che la domanda principale da rivolgere ai propri figli è: Sei felice o sei infelice?». 

fonte: culturaitalia 
Sito Web ufficiale del film

E...nell'attesa godiamoci questo bel brano di Neffa colonna sonora di Saturno contro.


8 commenti:

Irene ha detto...

torno un altro momento per godermi in pace il tuo post e anche quello prima di questo, che mi affascina.
Passa nel mio blog che c'è un regalo per te e per il tuo blog.
Me lo ha dato la pittrice naif Alessandra Placucci...
puoi guardare i suoi lavori a questo indirizzo del mio blog
http://dalfusoditaiwan.splinder.com/post/21470054

Irene ha detto...

ho dimenticato di salutarti, un bacio e buon risveglio!!!irene

liettapet ha detto...

non mi pubblicano i commenti

Carmen ha detto...

Irane,GRAZIE!!!

Lietta, acci, mi spiace, avrei letto volentieri il tuo commento a questo post.
Vabbè dai, vorrà dire che verrò io a trovarti. Un caro saluto.
Carmen

lietta ha detto...

Riprovo l'ennesimo , stavolta breve,commento su di un regista che amo molto.
Ho visto quasi tutti i suoi fim,ad eccezione di "Harem Suarè", mi piacciono le sue sceneggiature, gli attori che sceglie e Saturno contro ne è una prova, le sue cucine, i piatti turchi, le famiglie allargate, non di parenti, ma di amici,quelle storie
diverse che nessun regista ha mai osato portare sullo schermo....

Bravo Ozpetek, bravo Neffa, di atmosfera Bagno Turco...
Adesso mi fermo e provo a postare
baci baci baci Lietta

Carmen ha detto...

Del Bagno turco ho apprezzato la colonna sonora degli Agricantus gruppo siciliano che amo molto.
In generale di Ozpetek apprezzo il ritmo lento, lo scavo interiore dei personaggi, la sua sensibilità, la raffinatezza, la capacità di comunicare quanto i sentimenti, quelli che ci fanno soffrire così come quelli che ci rendono felici, e le passioni siano gli stessi per tutti.
Ricordo una sua frase:
"Dipingevo sempre, appena ho preso in mano la cinepresa ho smesso. Nei miei film cerco la pittura, la poesia e la letteratura della vita ..."
Grazie della visita Lietta, un bacione.

Alessandra ha detto...

Ho già visto il film al cinema per 2 volte, e mia sono sentita a casa.. Lecce. Bellissime interpretazioni, ma la cadenza leccese era solo quella del barista.

Carmen ha detto...

Alessandra, grazie per la visita!
Non ho ancora visto il film, il tuo giudizio mi spinge ad affrettarmi;-)
Un caro saluto. Carmen

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