giovedì 11 marzo 2010

Tango: musica arte e poesia

«Un Bene Culturale Immateriale» così nel 2009 l'Unesco ha annunciato l'inserimento del Tango argentino nel patrimonio dell'Umanità. 

 Fabian Perez

Juan Carlos Liberti

E' stato così premiato il ballo della seduzione perchè «personifica sia la diversità culturale, sia il dialogo. Rappresenta l'essenza di una comunità e pertanto merita di essere salvaguardato». L'origine del Tango risale al principio del Novecento quando sulle sponde del Rio della Plata giungevano immigrati europei tra i quali italiani, tedeschi e spagnoli che mescolavano le loro culture a quelle delle popolazioni locali e delle comunità di origine africana che giungevano dal Centro America.

 Olga Sinclair

Adriana Ferla

La musica e il ballo sono il risultato di una miscela di ritmi e melodie con una forte componente nostalgica e sentimentale dove lo strumento caratteristico è il Bandoneon.   Le parole delle canzoni sono spesso in lunfardo, il gergo parlato nel porto di Buenos Aires dai malavitosi, per non farsi capire. Ma le storie raccontate nel tango sono legate anche a quella cultura della strada, dei combattimenti con i coltelli e delle forti passioni, raccontati nei testi di Evaristo Carriego e Jorge Luis Borges. Una cultura che viene dal basso ma che è stata esportata nei salotti aristocratici francesi prima di tutti da Carlos Gardel negli anni '30.

Ilaria Mugnaini 

Wojtek Pakmur

Oggi la musica di Carlos Gardel e Astor Piazzola viene ballata e cantata non solo in Argentina e in Uruguay ma in tutto il mondo, grazie anche alla sua fusione con l'elettronica e rock suonata da gruppi come "Gotan Project" o "Bajofondo tango club". Anche in patria il successo e il consumo del tango crescono di giorno in giorno: ogni anno partecipano al Festival di Buenos Aires più di 200 mila persone.
Fonte: Corriere

Pedro Alvarez

Sigfredo Pastor 

Guillermo Alio
Las Callas
Le strade di Buenos Aires
ormai sono le mie viscere.
Non le avide strade,
scomode di folla e di strapazzo,
ma le strade indolenti del quartiere,
quasi invisibili perché‚ abituali,
intenerite di penombra e di crepuscolo
e quelle più fuori mano
libere di alberi pietosi
dove austere casette appena si avventurano,
schiacciate da immortali distanze
a perdersi nella profonda visione
di cielo e di pianura.
Sono per il solitario una promessa
perché‚ migliaia di anime singole le popolano,
uniche davanti a Dio e nel tempo
e senza dubbio preziose.
Verso l'Ovest, il Nord e il Sud
si sono dispiegate, e sono anche la patria, le strade:
spero che nei versi che traccio
ci siano queste bandiere.

tratto dallo spettacolo "Borges e il Tango"
ed. del Teatro Municipale di Reggio Emilia 
 



Verdemar… Verdemar…
Di silenzio Si sono colmate le tue pupille
Ti ho perso, verdemar.
Le tue mani gialle, le tue labbra prive di colore
Ed il freddo della notte sopra il tuo cuore.
Manchi tu, già non sei più qui,
si sono spente le tue pupille verdemar.
Ti ho incontrato per caso e ho rallegrato i miei giorni,
dimenticando l’angoscia delle ore mie.
Ma dopo la vita si è accanita con te
E sulle tue labbra i miei baci morivano di freddo.
E ora cosa farò?
Strade senza aurora mi faranno perdere ancora una volta.
Ritornerai verdemar…
È l’anima che presagisce il tuo ritorno
Arriverai… arriverai…
Attraverso una strada bianca il tuo spirito ritornerà.
Manchi tu… già non sei più qui…
Si sono spente le tue pupille verdemar
Josè Maria Contursi

6 commenti:

ismaele ha detto...

un po' di tempo fa ho letto questo libro

http://www.ibs.it/code/9788845232824/lao-meri/todo-tango-cronache.html

molto bello, forse il meglio in italiano sul tango

intanto asclto le musiche che hai messo
ciao

lietta ha detto...

Il commento l'ho lasciato, non l' avete pubblicato. Lietta

liettapet ha detto...

Seconda volta.
Dicevo che il tango è un ballo molto sexy.Quando si balla,dalle ceneri di chissà quali vecchi matrimoni , torna alla memoria qualcosa di caldo e i ballerini si trasformano: spariscono pance e rughe e d' improvviso diventano bellissimi: gli occhi di lui stampati sul volto di lei e gli occhi di lei al di là del viso di lui, lontani.Uno potrebbe con sforzi infiniti,imparare i passi:
ma non quegli sguardi. Lietta

Irene ha detto...

wow Lietta, mio padre e mia madre lo ballavano, adesso sempre meno, però sono stati due grandi ballerini anche di tango, io non ho imparato MAI... ho chiesto tante volte a papà che è il più paziente, niente, metto musica (bella) e muovo il corpo a ritmo. Il valzer invece lo so ballare. ma certo non ci sono le occhiate e la passione che dici tu!!!! ciao a Carmen e Lietta e agli altri ospiti del tuo bel blog

Carmen ha detto...

@Ismaele:
Grazie, prendo nota del libro che mi hai suggerito, mi incuriosisce parecchio.

@Lietta e Irene:
Ho avuto un compagno italo argentino che mi ha fatto ballare più volte il tango. Non posso dire di saperlo ballare ma le emozioni provate in quelle circostanze sono indimenticabili, se prima lo apprezzavo ora posso dire senza alcun dubbio che lo "sento" dentro.

Bacioni.

edio ha detto...

Adoro quest'arte sublime :-D

http://edio71.splinder.com/tag/tango

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