sabato 10 aprile 2010

Italia - Beni culturali - la crisi dei musei

Roma, 1 apr. (Apcom) 
La rivista The Art Newspaper ha pubblicato
nel suo numero di aprile la classifica mondiale dei musei e delle
mostre più popolari nel 2009. Tra i musei con oltre 8 milioni di
visitatori vince il Louvre di Parigi mentre la mostra che ha
avuto più spettatori l’anno passato è stata Ashura capolavori
confuciani, tenutasi al Tokyo National Museum.
Nella classifica dei musei dopo il Louvre si piazzano il British
Museum di Londra (5 milioni e mezzo di visitatori), il
Metropolitan di New York, la National Gallery e la tate Modern di
Londra, la National Gallery of Art di Washington, i parigini
Centre Pompidou e Musée d’Orsay, il Prado di Madrid e il National
Museum di Seul in Corea. Primo italiano la Galleria degli Uffizi di Firenze, che si piazza in 21esima posizione con un milione e mezzo circa
di visitatori.
Tra le mostre, invece, nessuna esibizione italiana tra le prime
cinquanta censite per numero di visitatori.
fonte: dailyblog.it

Descrizione Uffizi Gallery, Florence
Data 25 maggio 2006(2006-05-25), 22:22:24
Fonte originally posted to Flickr as Galleria degli Uffizi
Autore Chris Wee

Premesso che l'apprezzamento dell'arte non si misura, o perlomeno non solo,  col numero di visitatori,  questa è la top ten:

1.   Museo del Louvre (Parigi)
2.   National Gallery (Londra)
3.   Metropolitan Museum (New York)
4.   British Museum (Londra)
5.   Tate Modern (Londra)
6.   National Gallery of Art (Washington)
7.   Centre Pompidou (Parigi)
8.   Musée d'Orsay (Parigi)
9.   Museo del Prado (Madrid)
10. Museo Nazionale (Tokyo)

Non stanno meglio le aree archeologiche,le ville,  basta leggere qui sulla crisi di due fra le maggiori attrattive, ovvero, Villa d'Este e Villa Adriana.

L'Italia, con i suoi 43 siti UNESCO (prima al mondo) i suoi 3400 musei, e le sue 2100 aree (e parchi) archeologici è, in materia di beni culturali,   lo stato più ricco al mondo. Viene da chiedersi perchè, in fatto di visitatori, si ritrovi così nelle retrovie.
La risposta o, meglio, le eventuali e difficili risposte e/o considerazioni, richiederebbero molto, troppo spazio e tempo indi le lascio ad ognuno di voi. Mi limito a poche osservazioni.
Parte della crisi va imputata alla crisi del settore turistico in generale, quanto più ricca, frammentata e variegata è l'offerta culturale tanto più è difficile valorizzarla e promuoverla, ancor più se manca una visione, e di conseguenza, una politica di valorizzazione ad ampio spettro una politica che dovrebbe trovare nelle sinergie fra chi gestisce i Beni culturali (Stato, EE.LL:, privati ecc..), operatori del turismo pubblici e privati, gestori delle infrastrutture la base di partenza.
Gli operatori turistici applicano una politica dei prezzi poco competitiva, in generale il rapporto qualità prezzo non è buono come in altri paesi come la  Spagna  per esempio.
L'utilizzo della rete Internet nel nostro Paese è ancora molto limitato, le infrastrutture in molti casi carenti o scollegate fra loro, la promozione (nel senso più ampio del termine) del Sud quasi inesistente. 

Sentiamo cosa  pensa relativamente alla crisi dei Musei  il Direttore alla valorizzazione dei Beni Culturali Dott. Mario Resca:

    7 commenti:

    liettapet@gmail ha detto...

    Se il mondo ci dimentica, o meglio, non ci mette in prima fila, non importa: meno code agli ingressi, meno caos, meno confusione: per me va bene anche così.
    Sono quelli che non vanno, che perdono e non sanno quanto perdono!!!! Noi italiani sappiamo quali luoghi andare a visitare e, se possiamo, prepariamo i bagagli e via...baci Lietta

    Carmen ha detto...

    Mah, a me fa piacere che i nostri gioielli siano conosciuti, valorizzati e apprezzati dai nostri connazionali così come dagli stranieri. Considera inoltre che (certo non sarà il caso degli Uffizi, almeno per qualche anno) ma la linea attuale è quella di spendere risorse prevalentemente su beni che interessano, quindi, anche a tutela dei futuri investimenti, c'è da augurarsi che l'interesse verso l'intero patrimonio culturale cresca.
    Buona settimana!

    Francesco ha detto...

    Se facciamo un discorso meramente egoistico, Lietta ha perfettamente ragione, ma dobbiamo ricordarci che i beni ambientali sono una delle nostre principali risorse e una loro adeguata valorizzazione permetterebbe poi maggiori introiti nel campo del turismo.
    Non mi convince per nulla la giustificazione data da Mario Resca, il quale sostiene che la presenza in Italia di molti piccoli musei determina un significativo totale nazionale.
    Il confronto con i nostri competitors è impietoso. Nei primi 20 musei del mondo, Londra ne piazza ben 5, Parigi 3, gli USA 5 e Madrid 2. I visitatori del Luvre sono quasi 6 volte i visitatori degli Uffizi.
    Se in Arabia Saudita il ministro più importante è quello del petrolio, da noi dovrebbero essere quello del turismo, che esiste solo sulla carta e quello dei beni culturali, sottoposto a continui tagli di personale e di risorse.
    Concordo pienamente con la disamina di Carmen.
    Se l'opinione pubblica italiana non prende consapevolezza dell'enorme valore culturale ed economico del nostro patrimonio munumentale penso che le prossime classifiche saranno ancor più negative.

    Cristina ha detto...

    Visto che, in Italia soprattutto, ma anche in altri paesi l'interesse per la cultura è fortemente in declino e si ragiona prevalentemente per il profitto, basterebbe pensare che investire su un bene culturale (anche piccolo), un centro storico, un parco unito ad altre cose o manifestazioni attirerebbe visitatori, e ciò comporterebbe un vantaggio per la comunità, dai piccoli paesi alle grandi città.
    Inoltre, nei centri storici ci si vive quindi una maggiore affluenza di turisti obbligherebbe le amministrazioni a curarli maggiormente.
    Ma cosa ci si può aspettare da un Paese che, primo per attrattive turistiche, ha il proprio Ministero del Turismo (senza portafoglio) ultimo come ordine di importanza nella gerarchia dei Ministeri? Questi sono discorsi che, da addette ai lavori (seppur con competenze diverse), abbiamo fatto tante volte, vero Carmen?
    Cari saluti.
    Cristina

    Federica ha detto...

    Concordo con Cristina e Carmen, a supporto del loro ragionamento leggete qui:
    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/18/news/sicilia_al_museo_pi_custodi_che_visitatori_record_a_ravanusa_dieci_addetti_zero_biglietti-2729313/

    Che tristezza!

    Ciao. Federica

    edio ha detto...

    Investire sulla cultura e sulla conoscenza è una delle condizioni per costruire il futuro della nostra società.
    Purtroppo il governo punta solo al risparmio e al taglio dei fondi, soprattutto in questo settore.
    I soldi ci sono, ma vengono usati per andare con le escort...
    Che tristezza :-(

    Carmen ha detto...

    Grazie a tutti per gli interventi.

    @Edio
    Maggiore cultura, maggiore conoscenza, insomma, investire sulla crescita degli individui comporta, come minimo, il rischio di essere sottoposti a maggiore controllo quindi non è strada perseguibile dai ns. politici, ti pare?

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