mercoledì 12 maggio 2010

Poesia - Sándor Petőfi

Sándor Petőfi (Kiskőrös, 1 gennaio 1823 – Sighişoara, 31 luglio 1849) è stato un poeta e patriota ungherese.

Petőfi è considerato il poeta nazionale ungherese del romanticismo, nonché una figura chiave della rivoluzione ungherese del 1848.

Suo padre era serbo Stevan Petrović (in ungherese István Petrovics), e sua madre era Mária Hrúzová, che era slovacca. Nonostante ciò, Petőfi ha avuto una fortissima consapevolezza di essere ungherese, divenendo il capo spirituale dei gruppi rivoluzionari radicali, che volevano la totale indipendenza dell'Ungheria dalla monarchia asburgica.


Petőfi si unì all'"Esercito transilvano" del generale rivoluzionario polacco Józef Bem, che stava combattendo con successo una campagna contro le truppe asburgiche, prima di essere ripetutamente sconfitto quando la Russia intervenne in aiuto dell'Austria.

Morì nel 1849, a 26 anni, nella battaglia di Segesvár (attualmente Sighişoara, in Romania), una delle battaglie della guerra d'indipendenza ungherese del 1848 contro gli Asburgo, ed è considerato fra gli ungheresi come eroe e poeta nazionale.


E' tornato l'autunno (1848)
E' tornato l'autunno,
e, come sempre, è bello.
Chissà perchè mi piace,
ma mi piace tanto.

Mi siedo sulla collina,
e guardo attorno, di qua,
ascolto il silenzioso rumore
mentre dagli alberi cadono le foglie.

Il raggio del sole gentile
guarda alla terra e sorride,
come la madre guarda affettuosa
suo figlio mentre s'addormenta.

Infatti, in autunno la terra
non muore, ma s'addormenta,
Si vede anche dallo sguardo
che ha solo sonno, non è malato.

Ha tolto i suoi bei vestiti,
si è spogliata piano piano.
Si rivestirà, quando arriva
la primavera, la sua mattina.

Dormi pure, bella natura,
dormi fino alla mattina,
e sogni tutto ciò
che ti piace di più.

Io la mia cetra
la sfioro appena appena,
il mio canto dolce
sarà la ninna nanna per te.

Amore, siediti accanto a me,
stai qua senza dir niente
mentre il mio canto vola piano
come una brezza sopra il lago.

Se mi baci, appoggia le tue
labbra pian piano sulle mie,
non dobbiamo svegliare
la natura che dorme. 

 

Mi tormenta un pensiero (1846)
Mi tormenta un pensiero,
morire in letto da solo,
consumarmi come un fiore,
che mangia un oscuro verme,
consumarmi lento come una candela
lasciata sola in una stanza vuota.
Oh Dio! Non darmi una morte così!
Voglio essere un albero
che da bufera viene strappato,
voglio essere una roccia,
che da monte a valle
viene spinta giù da un tuono rimbombante.
Quando tutti i popoli in catena
si alzano in piedi, pieni di rabbia,
avanzano con faccia rossa d'ira
e sulle bandiere queste parole sacre:
Libertà del mondo!
Lo suonano dall'oriente all'occidente,
e combattono contro l'oppressore.
Là voglio morire io, nel campo di battaglia,
là she sgorghi il sangue dal mio giovane cuore,
e quando le ultime parole gioiose
mi lasciano le labbra,
che siano coperte dal metallico rumore,
dal suono della tromba e del cannone,
e passando sul mio cadavere
che corrino cavalli calpestandomi,
verso la vittoria finale.
Là che si raccolgano le mie ossa perse,
e quando arriva il giorno del funerale,
in cui con bandiere e con musica ferale,
vengono sepolti in tomba comune
tutti gli eroi che sono morti per te,
santa Libertà del mondo!  


traduzioni di Agnes Preszler

altre poesie qui

7 commenti:

liettapet@gmail ha detto...

Poeta del Risorgimento ungherese!!!,Anche questo popolo , come quello italiano, ha lottato per la libertà e l' indipendenza dall' Austria. Molto bella la seconda poesia.Grazie di tutto, baci Lietta

giacynta ha detto...

Quando dichiaro la mia preferenza per la stagione autunnale, desto un pò di sorpresa. Eppure l'autunno ha la delicatezza di una carezza materna. Bellissimo testo! Ciao, Giacinta

Francesca ha detto...

Molto dolce la prima poesia, toccante la seconda. Che bella scoperta, grazie Carmen.
Francesca

Cristina ha detto...

Mi ha commossa la seconda...
Grazie Carmen, non conoscevo questo poeta.

Agnes Preszler portrait painter ha detto...

salve, le poesie sono le mie traduzioni, vi chiedo quindi di indicare la fonte: "Traduzione di Agnes Preszler, www.ungherese.weebly.com"

grazie

Carmen ha detto...

In genere metto le fonti, non ricordo neppure più dove le ho prese, sicuramente non sul suo blog altrimenti mi sarebbe stata chiara questa informazione che, nel rispetto della sua richiesta, avrei certamente messo. In ogni caso ho aggiunto senza problemi il suo link; grazie per la visita ma, soprattutto, grazie per le traduzioni. Carmen

Agnes ha detto...

grazie a Lei!

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