lunedì 9 agosto 2010

Poesia - Vincenzo Cardarelli

Vincenzo Cardarelli  (il poeta malinconico) vero nome Nazareno Caldarelli  (Corneto Tarquinia, 1º maggio 1887 – Roma, 18 giugno 1959).
 


"Nascita, dolore, educazione, tutto contribuì a fare di me un uomo amato da pochi, 
ingiuriato dai più, e compreso veramente da nessuno."
tratto da - Solitario in arcadia (1947)

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GABBIANI

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.  


PASSATO

I ricordi, queste ombre troppo lunghe
del nostro breve corpo,
questo strascico di morte
che noi lasciamo vivendo,
i lugubri e durevoli ricordi,
eccoli già apparire:
melanconici e muti
fantasmi agitati da un vento funebre.
E tu non sei più che un ricordo.
Sei trapassata nella mia memoria.
Ora sì, posso dire
che m'appartieni
e qualche cosa fra di noi è accaduto
irrevocabilmente.
tutto finì così rapido!
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo che l'amore
brucia la vita e fa volare il tempo.


ALLA DERIVA

La vita io l’ho castigata vivendola.
Fin dove il cuore mi resse
arditamente mi spinsi.
Ora la mia giornata non è più
che uno sterile avvicendarsi
di rovinose abitudini
e vorrei evadere dal nero cerchio.
Quando all’alba mi riduco,
un estro mi piglia, una smania
di non dormire.
E sogno partenze assurde,
liberazioni impossibili.
Ohimè. Tutto il mio chiuso
e cocente rimorso
altro sfogo non ha
fuor che il sonno, se viene.
Invano, invano lotto
per possedere i giorni
che mi travolgono rumorosi.
Io annego nel tempo.

12 commenti:

liettapet@gmail ha detto...

SERA DI LIGURIA

Lenta e rosata sale su dal mare
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini,
s'accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri.
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi
che stanno per salpare.

liettapet@gmail ha detto...

Alla morte

Morire sì,
non essere aggrediti dalla morte.
Morire persuasi
che un siffatto viaggio sia il migliore.
E in quell'ultimo istante essere allegri
come quando si contano i minuti
dell'orologio della stazione
e ognuno vale un secolo.
Poi che la morte è la sposa fedele
che subentra all'amante traditrice,
non vogliamo riceverla da intrusa,
né fuggire con lei.
Troppo volte partimmo
senza commiato!
Sul punto di varcare
in un attimo il tempo,
quando pur la memoria
di noi s'involerà,
lasciaci, o Morte, dire al mondo addio,
concedici ancora un indugio.
L'immane passo non sia
precipitoso.
Al pensier della morte repentina
il sangue mi si gela.
Morte non mi ghermire
ma da lontano annùnciati
e da amica mi prendi
come l'estrema delle mie abitudini.

liettapet@gmail ha detto...

VISSE NELLA POVERTÀ E NELLA SOLITUDINE E MORÌ A SETTANTADUE ANNI ANCORA PIÙ POVERO E PIÙ SOLO.
Ho letto che portava il cappotto in tutte le stagioni. Lo hanno lasciato vivere in vecchiaia molto povero!!!!!!!!

Carmen ha detto...

Cara Lietta, grazie per l'arricchimento! Sere in Liguria l'ho studiata a memoria a scuola, indi, apprezzata in seguito;-)
Cardarelli è fra i miei poeti italiani preferiti. Ricordo decine di sue poesie toccanti! In commento a parte ne posto un paio. Lo sai che ebbe una tormentata storia d'amore con la Aleramo? Vissero insieme a Firenze per circa due anni.
Per qualche anno diresse l'illustre giornale letterario "La Fiera Letteraria". In biblioteca avevamo tutti i numeri e, a volte, leggevo i suoi editoriali.
Morì a Roma povero, solo e pressochè paralizzato! Che tristezza...

Carmen ha detto...

Una sull'estate (ne scrisse molte sulle stagioni, sui mesi)

Estiva

Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell’albe senza rumore
ci si risveglia come in un acquario
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca,
stagione estrema, che cadi
prostrata in riposi enormi,
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell’ordine che procede
qualche cadenza dell’indugio eterno.

Carmen ha detto...

Illusa gioventù

O gioventù, innocenza, illusioni,
tempo senza peccato, secol d'oro!
Poi che trascorsi siete
si costuma rimpiangervi
quale un perduto bene.
Io so che foste un male.
So che non foco, ma ghiaccio eravate,
o mie candide fedi giovanili,
sotto il cui manto vissi
come un tronco sepolto nella neve:
tronco verde, muscoso,
ricco di linfa e sterile.
Ora che , esausto e roso,
sciolto da voi percorsi in un baleno
le mie fiorenti stagioni
e sparso a terra vedo
il poco frutto che han dato,
ora che la mia sorte ho conosciuta,
qual essa sia non chiedo. Così rapida
fugge la vita che ogni sorte è buona
per tanto breve giornata.
Solo di voi mi dolgo, primi inganni.

Anonimo ha detto...

Ho una bellissima introduzione al libro " Un viaggio chiamato amore" che ho comprato subito do aver visto l'omonimo film.Si racconta la vita privata di Dino e Sibilla ed è un carteggio del loro amore burrascoso e intenso.C' è una lunga lista degli amanti di lei, tra cui Cardarelli ed altri....Il suo libro "Una donna" fu un grandissimo successo non solo tra le femministe di allora, ma tra molti lettori..grazie

liettapet@gmail ha detto...

Anonimo sono io Lietta...scusami

Irene ha detto...

Io mi ci sono affezionata a questo sfortunato sensibile e geniale...
perché la vita si accanisce così su alcuni? mi piacciono i suoi versi e come si descrive, in gabbiani
Lo avrei adottato come nonno se me lo avesse permesso! penso di sì ; )

Carmen ha detto...

Lietta, ho il film " Un viaggio chiamato amore" ma non ho letto il libro. Ho letto invece "Donna" un libro audace, anche provocatorio per quel tempo.
"Povera vita, meschina e buia, alla cui conservazione tutti tenevan tanto! Tutti s'accontentavano: mio marito, il dottore, mio padre, i socialisti come i preti, le vergini come le meretrici: ognuno portava la sua menzogna rassegnatamente. Le rivolte individuali erano sterili o dannose, quelle collettive troppo deboli ancora, ridicole quasi, di fronte alla grandezza del mostro da atterrare."

Irene, mi sa che io e te siamo portate egualmente ad affezionarci ai "casi disperati"...
Gabbiani è probabilmente la sua poesia che preferisco.

Bacioni

edio ha detto...

...Cardarelli lo conscevo solo di fama ma non avevo mai letto nulla...
Dei pezzi che presenti quella che mi piace di più è "Gabbiani"
Si, la vita la sfioro :-)

Pure io ho visto "Un viaggio chiamato amore" e mi è piaciuto molto !!!

http://edio71.splinder.com/post/14570623/in-un-momento

Carmen ha detto...

Come ho scritto sopra anche per me Gabbiani è una delle più toccanti e significative. Bella la poesia di D. Campana anche se, ad essere sincera, la rosa non mi fa impazzire. Certo è il fiore che meglio rappresenta l'amore, la bellezza e la gioia, le spine e il dolore. Un caro saluto.

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