sabato 29 maggio 2010

Musica - Melody Gardot - la nuova stella del jazz

Melody Gardot nasce il 2 febbraio 1985 nel New Jersey dove vive tuttora e dove ha coltivato la sua grande passione per il jazz e per il folk, i due generi che più ricorrono nella sua musica.

 
Da adolescente prende lezioni di pianoforte, ma la musica diventa la sua vita solo in conseguenza di un terribile incidente che, nel 2004,  rischia di ucciderla (viene travolta da un'automobile mentre gira per la città in bicicletta). Cantare è la sua  terapia, i suoi handicap fisici, che la costringono a camminare appoggiandosi a un bastone, a sedere su sedie speciali, a indossare occhiali scuri e cuffiette per proteggere occhi ed orecchie, diventano  i tratti distintivi della sua immagine pubblica.





giovedì 27 maggio 2010

Arte - Isabelle Planté

Isabelle Planté (pittrice e scultrice) è nata nel 1949 a Pau (Francia). Attratta fin dalla giovane età per la pittura ed il disegno, vince un concorso per immagini pubblicitarie all'età di 15 anni e, da quel momento, decide di dedicarsi alla pubblicità.
A 17 anni, ritorna a studiare alle Belle Arti.
Sito web 

 salviamo il pianeta

chiaro di luna
 
essere o non essere

saltimbanco

martedì 25 maggio 2010

Arte - La chitarra nell'arte

Un magnifico sodalizio

Picasso - il vecchio chitarrista


Ho assemblato un video, imperfetto ma che amo molto,  con dipinti trovati in rete.

sabato 22 maggio 2010

Musica - cover - Imagine

Imagine è il brano musicale più celebre tra quelli scritti da John Lennon durante la sua carriera solista dopo lo scioglimento dei Beatles. Fu prodotta da Phil Spector e pubblicata prima sull'album Imagine e successivamente come singolo (11 ottobre 1971).



Come si può bene immaginare, vista la bellezza e popolarità del brano, moltissimi artisti, più o meno noti, si sono cimentati nell'interpretarla. Ne ho scelto qualche versione. Evito di postare l'originale che tutti conosciamo e che, con tutta probabilità, avremo nelle nostre case.








E a proposito di Mia Martini... qui la vediamo interpretare Imagine insieme a Dee Dee Bridgewater (con l'armonica di Toots Thielemans).



mercoledì 19 maggio 2010

Musica - Mia Martini

A 15 anni dalla morte di Mia Martini (ci ha lasciati il 12 maggio 1995) il suo ricordo è in me ancora limpidissimo.
Era una "Bella" persona Mia. 

 

In età adolescente attraversai un momento assai difficile legato a seri problemi familiari. Al tempo Mia interveniva in una trasmissione di Radio Montecarlo, se ricordo bene condotta da Luisella Berrino.
Le scrissi una lettera, molto toccante immagino, in seguito alla quale lei mi spedì due LP, "Nel mondo una cosa" e "il giorno dopo" (uno dei miei preferiti), accompagnati da una lettera molto commovente. Ascoltai dopo molto tempo quegli album, allora non avevo impianto HI-FI. Ci sentimmo ancora qualche volta dopodichè le nostre strade si separarono. Oggi, pur avendo migliaia di CD di ogni genere, custodisco quel regalo, ed il suo ricordo,  come reliquie.

Questa è la canzone cui Mia era più legata.



Quel giorno a casa lui tornò più
presto come non faceva quasi più e
la guardò in un modo ben diverso come
non faceva quasi più.
E non parlò più dell’aumento,
unico argomento dei discorsi suoi.
Con una strana tenerezza e un poco
di amarezza disse “Andiamo fuori
vuoi?”.
E allora lei si fece bella come il
giorno che di lui si innamorò.
Cercò nel fondo di un cassetto quella
camicetta che le regalò.
E lui la tenne per la mano come la
teneva tanto tempo fa. Come un
ragazzo e una ragazza scesero alla
piazza e incominciarono a ballar.
E al suono della loro danza il
vicinato addormentato si affacciò e
scese nella piazza scura e molta
gente giura che s’illuminò. E
furono baci rubati e gridi soffocati
che nessuno soffocò. Che il mondo
fece suoi, in pace l’alba poi spuntò.

Questo è uno splendido, seppur poco noto,  brano tratto da "Il giorno dopo"



Chiara sera d'aprile,
son caduta in un vecchio tramonto,
fra pareti di rosse montagne.
Son caduta ed il tempo ho fermato.
Respirando l'immenso
come una rondine pigra volando,
io le terre lontane ho cercato
dove il sole è più caldo
e l'universo è più blu.
Là dove il vento va a morire
e l'infinito è più blu,
dove il cielo va a finire.
Mille cavalli correndo stanno già
in mezzo a un prato con le bianche
rose ed io ho lasciato tutte le cose
qui! Dove il vento va a morire,
dove il cielo va a finire.
La tua voce dissolta nel vento,
il tuo sguardo smarrito,
tutto quanto dimenticato
qui nel regno delle cose perdute.
Dove l'universo è più blu,
dove il vento va a morire,
dove l'infinito è più blu,
dove il cielo va a finire.
Mille cavalli correndo stanno già
in mezzo a un prato con le bianche
rose ed io ho lasciato tutte le cose
qui! Dove il cielo va a finire,
dove il vento va a morire.

Questa è, a mio avviso, la sua  canzone più bella (e profonda). E' stata scritta da F. De Gregori ed è inserita nell' ultimo magnifico album "la musica che gira intorno"



Sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti,
che se provano noia o tristezza o dolore o amore non so.
Sarà che un giorno si presenta l'inverno e ti piega i ginocchi,
e tu ti affacci da dietro quei vetri che sono i tuoi occhi,
e non vedi più niente, e più niente ti vede e più niente ti tocca.
Sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla notte,
e nella vita ne ho viste e ne ho prese e ne ho date di botte,
che nemmeno mi fanno più male e nemmeno mi bruciano più.
Dentro al mio cuore di muro e metallo dentro la mia cassaforte,
dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,
ed ognuno c'ha un numero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così.
Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.

Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai, cambierà.
Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.
Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare,
come le lacrime tornano agli occhi e ti fanno più male,
e nessuno ti vede, e nessuno ti vuole per quello che sei.
Sarà che i cani stanotte alla porta li sento abbaiare,
sarà che sopra al tuo cuore c'è scritto "Vietato passare",
il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto,
personale al completo, e va bene così.
Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.

Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c'è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.
Per la vita che ho avuto e l'amore che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai, cambierà.
Come passa quest'acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.

lunedì 17 maggio 2010

Musica - il fado

E dopo aver espresso il mio amore per Lisbona torno virtualmente in Portogallo parlando un po' del  fado che ho avuto modo di ascoltare, varie volte, sia a Coimbra che a Lisbona. Queste sono infatti le due città portoghesi in cui vide la luce questa musica (un mix di voce e chitarra nella sua versione più autentica cui  a volte si aggiunge il basso portoghese),  più "colto" e professionale quello di Coimbra, più semplice e popolare quello di Lisbona.

Josè Maloha - 'O fado

La storia del fado si può leggere qui e qui, ma ciò che è realmente il fado (dal latino fatum, destino) è difficile da spiegare. Tralasciando gli aspetti commerciali che, some sempre, inquinano la genuinità delle cose più belle, per chi lo ama il fado è una forma di  comunicazione di un sentimento intimo, quel sentimento spesso identificato nel termine "saudade", così fortemente sentito quanto, come dicevo, così difficilmente spiegabile.
Malinconia, nostalgia, sogno, ovvero, il lato più sensibile dell'essere umano.
Amalia Rodrigues è colei che ha reso internazionale questa musica, molti altri però, più o meno noti a livello internazionale,  meritano una citazione: Misia, Mariza, Jorge Fernando, Custodio Castelo, Maria Da Fé, Madredeus, Argentina Santos,  Herminia Silva, Cristina Branco, Dulce Pontes. 







Successivamente ne proporrò altri.

domenica 16 maggio 2010

Poesia - Clarissa Pinkola Estés

Clarissa Pinkola Estés (1945 − vivente) scrittrice americana (famosa per "Donne che corrono coi lupi"), insegna ed esercita la professione di analista. È stata direttrice del C.G. Jung Center di Denver e ha conseguito il dottorato in etnologia e in psicologia clinica.



Rifiutati di cadere
Rifiutati di cadere.
Se non puoi rifiutarti di cadere,
rifiutati di restare a terra.
Se non puoi rifiutarti di restare a terra,
leva il tuo cuore verso il cielo
e, come un accattone affamato,
chiedi che venga riempito;
e sarà riempito.
Puoi essere spinto giù.
Ti può essere impedito di risollevarti.
Ma nessuno può impedirti
di levare il tuo cuore
verso il cielo -
soltanto tu.
È nel pieno della sofferenza
che tanto si fa chiaro.
Colui che dice che nulla di buono
da ciò venne,
ancora non ascolta. 

da “Il giardiniere dell’anima” 

venerdì 14 maggio 2010

Arte - Maria Blanchard

Maria Gutierrez Blanchard nasce il 6 marzo 1881 a Santander - Spagna da madre polacco-francese  (Concepción Santisteban Blanchard) e padre spagnolo (Enrique Gutierrez Cueto).
A causa di una caduta della madre durante la gravidanza Maria nasce e deve convivere con una grave malformazione alla spina dorsale (la sua postura era gobba) che le procura notevoli difficoltà di adattamento oltre che fisico anche  mentale poichè, spesso,  è soggetta a derisione da parte dell'ambiente circostante.
 
 

Nonostante tali problemi la Blanchard decide di intraprendere la carriera artistica e comincia i suoi studi nel 1903 a Madrid.
Nel 1909 ottiene una borsa di studio dopodichè si trasferisce a Parigi dove, fra gli altri, conosce Juan Gris e dove viene raggiunta dalla famiglia d'origine.
Attraversa lunghi periodi di difficoltà economiche, aggravate dal peso della  sorella ed i suoi figli; muore di tubercolosi nel 1932.
Info su:
suite101.com
myetymology.com



maternità

ragazza alla finestra aperta 

 maternità

la convalescente 
 
l'enfant au bracelet 

l'enfant au bol

mal di denti


L’ombra gemella
Varca la notte senza sponde
Se tu sei solo vagamente
L’oblio restituirà il tuo volto
Al cuore da cui nulla è assente
Il tuo silenzio nato da un’ombra
Che a tutto il cielo l’ha unito
Schiude l’amore dove ti abbandoni
Alle braccia di un doppio infinito
E annullandoti sotto i tuoi veli
Presi alla notte da un fiore
Concede occhi alla stella
Di cui la tua ombra è il cuore
(Joe Bousquet)

mercoledì 12 maggio 2010

Poesia - Sándor Petőfi

Sándor Petőfi (Kiskőrös, 1 gennaio 1823 – Sighişoara, 31 luglio 1849) è stato un poeta e patriota ungherese.

Petőfi è considerato il poeta nazionale ungherese del romanticismo, nonché una figura chiave della rivoluzione ungherese del 1848.

Suo padre era serbo Stevan Petrović (in ungherese István Petrovics), e sua madre era Mária Hrúzová, che era slovacca. Nonostante ciò, Petőfi ha avuto una fortissima consapevolezza di essere ungherese, divenendo il capo spirituale dei gruppi rivoluzionari radicali, che volevano la totale indipendenza dell'Ungheria dalla monarchia asburgica.


Petőfi si unì all'"Esercito transilvano" del generale rivoluzionario polacco Józef Bem, che stava combattendo con successo una campagna contro le truppe asburgiche, prima di essere ripetutamente sconfitto quando la Russia intervenne in aiuto dell'Austria.

Morì nel 1849, a 26 anni, nella battaglia di Segesvár (attualmente Sighişoara, in Romania), una delle battaglie della guerra d'indipendenza ungherese del 1848 contro gli Asburgo, ed è considerato fra gli ungheresi come eroe e poeta nazionale.


E' tornato l'autunno (1848)
E' tornato l'autunno,
e, come sempre, è bello.
Chissà perchè mi piace,
ma mi piace tanto.

Mi siedo sulla collina,
e guardo attorno, di qua,
ascolto il silenzioso rumore
mentre dagli alberi cadono le foglie.

Il raggio del sole gentile
guarda alla terra e sorride,
come la madre guarda affettuosa
suo figlio mentre s'addormenta.

Infatti, in autunno la terra
non muore, ma s'addormenta,
Si vede anche dallo sguardo
che ha solo sonno, non è malato.

Ha tolto i suoi bei vestiti,
si è spogliata piano piano.
Si rivestirà, quando arriva
la primavera, la sua mattina.

Dormi pure, bella natura,
dormi fino alla mattina,
e sogni tutto ciò
che ti piace di più.

Io la mia cetra
la sfioro appena appena,
il mio canto dolce
sarà la ninna nanna per te.

Amore, siediti accanto a me,
stai qua senza dir niente
mentre il mio canto vola piano
come una brezza sopra il lago.

Se mi baci, appoggia le tue
labbra pian piano sulle mie,
non dobbiamo svegliare
la natura che dorme. 

 

Mi tormenta un pensiero (1846)
Mi tormenta un pensiero,
morire in letto da solo,
consumarmi come un fiore,
che mangia un oscuro verme,
consumarmi lento come una candela
lasciata sola in una stanza vuota.
Oh Dio! Non darmi una morte così!
Voglio essere un albero
che da bufera viene strappato,
voglio essere una roccia,
che da monte a valle
viene spinta giù da un tuono rimbombante.
Quando tutti i popoli in catena
si alzano in piedi, pieni di rabbia,
avanzano con faccia rossa d'ira
e sulle bandiere queste parole sacre:
Libertà del mondo!
Lo suonano dall'oriente all'occidente,
e combattono contro l'oppressore.
Là voglio morire io, nel campo di battaglia,
là she sgorghi il sangue dal mio giovane cuore,
e quando le ultime parole gioiose
mi lasciano le labbra,
che siano coperte dal metallico rumore,
dal suono della tromba e del cannone,
e passando sul mio cadavere
che corrino cavalli calpestandomi,
verso la vittoria finale.
Là che si raccolgano le mie ossa perse,
e quando arriva il giorno del funerale,
in cui con bandiere e con musica ferale,
vengono sepolti in tomba comune
tutti gli eroi che sono morti per te,
santa Libertà del mondo!  


traduzioni di Agnes Preszler

altre poesie qui

martedì 11 maggio 2010

Art déco - George Barbier

George Barbier (1882-1932), è stato un artista e illustratore di moda, scenografo, grande protagonista del movimento déco.
Nato e cresciuto in una facoltosa famiglia di commercianti frequentò la celebre Ecole des Beaux Arts di Parigi.
Dopo aver iniziato, come illustratore, per la famosa “Gazette du Bon Ton”, divenne noto quale disegnatore e costumista dei più celebri spettacoli lirici, artistici e musicali parigini. Collaborerà a lungo con Ertè, Cartier ed Elisabeth Arden e realizzerà i fastosi costumi per le Folies Bergère, vestendo anche alcuni famosi artisti del cinema, fra cui Rodolfo Valentino.
All’apice del successo muore, a soli 50 anni, nel 1932.











lunedì 10 maggio 2010

Musica - Lena Horne


Muore Lena Horne, icona
della musica jazz di Hollywood


La cantante e attrice si è spenta a New York all’età di 92 anni


La cantante e attrice statunitense Lena Horne è morta a New York all’età di 92 anni. Famosa per la sua bellezza e la sua voce sensuale, la Horne aveva dovuto combattere l’America razzista per diventare il primo sex symbol di colore di Hollywood. Nel 1943 aveva interpretato Selina Rogers nel musical all-black “Stormy Weather”, portando al successo mondiale l’omonima canzone, rimasta nella storia come il suo capolavoro.

La sua carriera è durata più di 60 anni. Dopo i primi successi si era impegnata come attivista ed era diventata punto di riferimento nelle lotte per i diritti civili dei neri negli Usa.
continua su: La Stampa



sabato 8 maggio 2010

Teatro di figura

Viene denominato teatro di figura quella particolare arte teatrale che utilizza burattini, marionette, pupazzi, ombre, oggetti, come protagonisti dello spettacolo teatrale e segni di un linguaggio fortemente visuale e sensoriale.

Philippe Genty, uno dei maggiori teorici del teatro di figura, diceva sempre: "Se puoi farlo anche senza un pupazzo, allora non usare un pupazzo".

Ferdinand Marohn - Ragazzo con circo di strada, con scimmietta, ghironda e pupazzi danzanti

Link utili:








sito del famoso Festival del teatro di Avignone

giovedì 6 maggio 2010

Poesia - Alda Merini

"Ci presentiamo … 
siamo  Emanuela, Barbara, Flavia e Simona, le quattro figlie della poetessa recentemente scomparsa Alda Merini. Vogliamo raccontavi la sua storia, non la storia della famosa poetessa che tutti voi già conoscerete ma la storia di una madre, una madre un po’ particolare…" 



Da poco più di un mese è online il nuovo sito ufficiale dedicato ad Alda Merini.
Aggiornato regolarmente vi si possono ritrovare una biografia scritta dalle figlie, poesie e aforismi, elenco delle opere  oltre ad un forum e  una ricca galleria multimediale.


Laggiù dove morivano i dannati  

Laggiù dove morivano i dannati
nell’inferno decadente e folle
nel manicomio infinito
dove le membra intorpidite
si avvoltolavano nei lini
come in un sudario semita
laggiù dove le ombre del trapasso
ti lambivano i piedi nudi
usciti di sotto le lenzuola
e le fascette torride
ti solcavano i polsi e anche le mani,
e odoravi di feci
laggiù, nel manicomio
facile era traslare
toccare il paradiso,
Lo facevi con la mente affocata
con le mani molli di sudore
col pene alzato nell’aria
come una sconcezza per Dio.
Laggiù nel manicomio
dove le urla venivano attutite
da sanguinari cuscini
laggiù tu vedevi Iddio
non so, tra le traslucide idee
della tua grande follia.
Iddio ti compariva
e il tuo corpo andava in briciole
delle briciole bionde e odorose
che scendevano a devastare
sciami di rondini improvvise.



"Anche la follia merita i suoi applausi"


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Altro post su Alda Merini.

La notte dei musei 2010

Il MiBAC promuove “La Notte dei Musei”
Per il secondo anno l’Italia aderisce all’evento europeo
Musei statali aperti gratuitamente in orario notturno il 15 maggio

Per il secondo anno il MiBAC partecipa a “La Notte dei Musei”, l’evento europeo che apre gratuitamente le porte di musei ed aree archeologiche in orario serale e notturno, permettendo un’emozionante ed insolita fruizione del patrimonio artistico italiano per tutti coloro che non riescono a farlo nei consueti orari di visita. Un’occasione unica anche per coinvolgere un pubblico più giovane e normalmente distante dal mondo della cultura. Molti dei luoghi d’arte coinvolti arricchiranno la proposta organizzando eventi quali concerti, mostre tematiche e suggestivi percorsi guidati.

Queste solo alcuni dei siti in tutta Italia, aperti gratuitamente dalle 20.00 alle 2.00:
Il castello di Piccolomini a Celano (AQ); il Museo Nazionale D’Arte Medievale a Matera, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, il Castello Miramare di Trieste, Palazzo Farnese a Caprarola (VT), Palazzo Reale a Genova, Museo Archeologico di Sirmione (BS), la Rocca Roveresca a Senigallia (AN), Area Archeologica di Sepino (CB), la Galleria Sabauda a Torino, Castello Svevo a Bari, il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, la Galleria degli Uffizi a Firenze, il Teatro Romano a Spoleto (PG), il Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra (VE).

Eventi ordinati per regioni e altre info sul sito del Mibac

Un paio di  esempi


Ferrara -  in piroga tra le note
In occasione della Notte dei Musei, al  Museo Archeologico Nazionale di Ferrara sarà inaugurato il nuovo allestimento della Sala delle Monossili, imbarcazioni di età tardoromana rinvenute nel 1940 durante gli scavi a valle Isola. 

 Trieste - Castello Miramare

In occasione della Notte dei Musei, il Museo Storico del Castello di Miramare prolungherà il suo normale orario di apertura al pubblico.
Nell’ambito della manifestazione, il Museo proporrà in particolare le seguenti iniziative gratuite: “IL BACIO DI MEZZANOTTE” - 



Visite guidate alle ore 20.00 e alle ore 24.00, a cura degli Assistenti Museali, ad approfondimento della mostra “Il Bacio. Un capolavoro per l’Italia”, allestita nella sala XII del Castello.

martedì 4 maggio 2010

Poesia - Paul Verlaine

Il mio sogno familiare

Spesso mi viene in sogno bizzarra e penetrante
Una donna mai vista, che amo e che mi ama,
Che con lo stesso nome si chiama e non si chiama
Diversa e uguale m'ama e sempre è confortante.

È per me confortante, e il mio cuore parlante
Per lei soltanto, ahimè! Non è più cosa grama
Per lei soltanto, in fronte del sudore la trama
Lei soltanto rinfresca, con le lacrime piante.

È bruna, bionda o rossa? Non mi è dato sapere.
Il suo nome? Ricordo che è dolce e dà piacere.
Come nomi diletti che la vita ha esiliato.

All'occhio delle statue è simile il suo sguardo,
Ed ha la voce calma, lontana, grave, il fiato
Delle voci più care spente senza riguardo.

 Charles Joshua Chaplin - a beauty with doves

Mon Rêve familier

Je fais souvent ce rêve étrange et pénétrant
D'une femme inconnue, et que j'aime, et qui m'aime,
Et qui n'est, chaque fois, ni tout à fait la même
Ni tout à fait une autre, et m'aime et me comprend.

Car elle me comprend, et mon coeur transparent
Pour elle seule, hélas ! cesse d'être un problème
Pour elle seule, et les moiteurs de mon front blême,
Elle seule les sait rafraîchir, en pleurant.

Est-elle brune, blonde ou rousse ? --Je l'ignore.
Son nom ? Je me souviens qu'il est doux et sonore
Comme ceux des aimés que la Vie exila.

Son regard est pareil au regard des statues,
Et pour sa voix, lointaine, et calme, et grave, elle a
L'inflexion des voix chères qui se sont tues.


Paul VERLAINE, Poèmes saturniens (1866)

domenica 2 maggio 2010

Arte - Anna Silivonchik

Quanto mi piace Anna Silivonchik, una giovane artista bielorussa molto ispirata da Chagall.
Questo è il suo sito web:
http://silivonchik.ru/

tango

Quiet Backwater

declaration of love

I want  to escape from winter

 I Can't Sleep

 The Water Nymph's Kiss

my darling

winter cherry

Moltissime altre immagini nelle gallerie del sito di Anna.

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