mercoledì 30 giugno 2010

Musica spagnola - Mecano

I Mecano sono stati un gruppo musicale spagnolo di musica pop che fece il proprio esordio in contemporanea con la nascita della movida madrileña, un movimento socio culturale della Spagna degli anni ottanta. I Mecano raggiunsero un discreto successo non solo in Spagna e America Latina, ma anche in Italia e Francia.
Il gruppo fu fondato a Madrid nel 1981 dai fratelli Nacho e José María Cano accompagnati dalla cantante Ana Torroja e fu sciolto 12 anni dopo nel 1993. Sono da molti considerati il gruppo di maggior successo nella storia della musica spagnola e che ha anche saputo maggiormente influenzare le generazioni successive.
sito web dei Mecano
sito web di Ana Torroja
canale YouTube dei Mecano


Il brano che posto (cantato dal gruppo stesso in 3 lingue diverse) è contenuto nell'album Figlio della luna pubblicato nel 1989.

L'album riprende una antica e famosa leggenda spagnola, cui è anche stata dedicata un'opera, dove si racconta la storia di una gitana che per avere il cuore del suo uomo fa un drammatico patto con la luna...




Qui trovate il testo originale e quello in italiano. Quello in francese è nelle informazioni del video.

domenica 27 giugno 2010

Musica - Fabrizio de Andrè

Genova e De Andrè un legame forte ed indissolubile











CREUZA DE MÄ

Umbre de muri muri de mainé
dunde ne vegnì duve l'è ch'ané
da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa
e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua
e a muntä l'àse gh'é restou Diu
u Diàu l'é in çë e u s'è gh'è faetu u nìu
ne sciurtìmmu da u mä pe sciugà e osse da u Dria
a a funtan-a di cumbi 'nta cä de pria.
E 'nt'a cä de pria chi ghe saià
int'à cä du Dria che u nu l'è mainà
gente de Lûgan facce da mandillä
qui che du luassu preferiscian l'ä
figge de famiggia udù de bun
che ti peu ammiàle senza u gundun.
E a 'ste panse veue cose che daià
cose da beive, cose da mangiä
frittûa de pigneu giancu de Purtufin
çervelle de bae 'nt'u meximu vin
lasagne da fiddià ai quattru tucchi
paciûgu in aegruduse de lévre de cuppi
E 'nt'a barca du vin ghe naveghiemu 'nsc'i scheuggi
emigranti du rìe cu'i cioi 'nt'i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d'a corda marsa d'aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta 'nte 'na creuza de mä.

 Creuza a Genova è una strada di piccole dimensioni, spesso in salita vista la conformazione del territorio genovese,  che scorre fra due muri  (che solitamente, determinano i confini di proprietà)


 

MULATTIERA DI MARE

Ombre di facce facce di marinai
da dove venite dov'è che andate
da un posto dove la luna si mostra nuda
e la notte ci ha puntato il coltello alla gola
e a montare l'asino c'è rimasto Dio
il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido
usciamo dal mare per asciugare le ossa dall'Andrea
alla fontana dei colombi nella casa di pietra.
E nella casa di pietra chi ci sarà
nella casa dell'Andrea che non è marinaio
gente di Lugano facce da tagliaborse
quelli che della spigola preferiscono l'ala
ragazze di famiglia, odore di buono
che puoi guardarle senza preservativo.
E a queste pance vuote cosa gli darà
cosa da bere, cosa da mangiare
frittura di pesciolini, bianco di Portofino
cervelle di agnello nello stesso vino
lasagne da tagliare ai quattro sughi
pasticcio in agrodolce di lepre di tegole.
E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli
emigranti della risata con i chiodi negli occhi
finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere
fratello dei garofani e delle ragazze
padrone della corda marcia d'acqua e di sale
che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare.



DA A ME RIVA

D'ä mæ riva
sulu u teu mandillu ciaèu
d'ä mæ riva

'nta mæ vitta
u teu fattu risu amàu
'nta mæ vitta

ti me perdunié u magún
ma te pensu cuntru su

e u so ben t'ammii u mä
'n pò ciû au largu du dulú

e sun chi affacciòu
a 'stu bàule da mainä
e sun chi a miä

tréi camixe de vellûu
dui cuverte u mandurlin
e 'n cämà de legnu dûu

e 'nte 'na beretta neigra
a teu fotu da fantinn-a
pe puèi baxâ ancún Zena
'nscià teu bucca in naftalin-a

DALLA MIA RIVA

Dalla mia riva
solo il tuo fazzoletto chiaro.
Dalla mia riva...

Dalla mia vita
il tuo sorriso amaro.
Nella mia vita...

Mi perdonerai il magone
ma ti penso controsole
e so bene che stai guardando il mare
un po' più al largo del dolore

E son qui affacciato
a questo baule da marinaio,
e son qui a guardare
tre camicie di velluto,
due coperte e il mandolino
e un calamaio di legno duro.

E in una berretta nera
la tua foto da ragazza
per poter baciare ancora Genova
sulla tua bocca in naftalina.

venerdì 25 giugno 2010

Musica - il clarinetto

John Surman (clarinetto basso) e Gianluigi Trovesi  (clarinetto alto)





Brano tratto dall'album Private city



Vaghissimo ritratto - recensione

mercoledì 23 giugno 2010

Poesia - Percy Bysshe Shelley

Percy Bysshe Shelley (Field Place, 4 agosto 1792 – Viareggio, 8 luglio 1822),  inglese, è considerato  uno dei più grandi poeti romantici.
Altre info qui 
Stasera mi è  capitata fra le mani una raccolta di sue poesie, ne posto due a caso in quanto, per me, è un po' difficile scegliere, mi piacciono tutte.


 LA MUSICA QUANDO...

La musica, quando
voci lievi svaniscono, vibra
nella memoria.

I profumi, quando
le dolci viole appassiscono,
vivono dentro i sensi che ridestano.

Quando la rosa è morta, i petali di rosa
sono raccolti sul letto dell'amata;
quando te ne sarai andata,
con il pensiero di te anche l'Amore
si addormenterà.

 
Noé Bordignon

VERSI SCRITTI NEL GOLFO DI LERICI

Lei mi lasciò in un tempo silenzioso,
che la luna era al sommo della china
lungo l’azzurra strada per il Cielo;
e come un gabbiano addormentato,
in equilibrio sulle ali luminose,
fluttuava nella notte sanguigna,
prima di trovar nido nell’oceano,
laggiù, nelle stanze d’Occidente.
Lei mi lasciò: ed io rimasi solo,
meditando allora su tutti i toni
che, benchè impercettibili all'udito,
un incantato cuore può udire,
note che muoiono sul nascere,
ma visitano come un'eco le colline.
Ed ancora sentivo troppo forte
il soffice vibrare del suo tocco,
come se ancora la gentile mano
tremasse leggera sulla mia fronte
e così ancora benchè fosse assente,
la memoria di lei mi diede
tutto quello che l'immaginazione non chiede.
La sua presenza aveva reso debole e doma
ogni passione, ed io vivevo solo
nel tempo fatto apposta per noi due,
dimentico del passato e del futuro,
come indietro e in avanti cancellati.
Ma subito, fuggito l’angelo custode,
il demone si riprendeva il suo trono
nel mio fragile cuore.
Io non oso riferire i miei pensieri;
ma così debole e affranto
guardavo le navi scivolare
nel mare vasto e luminoso
come dei carri alati inviati
verso elementi ancora più sereni,
a celebrare esotici misteri
come se veleggiassero verso una elisia stella,
a ricercare un filtro per guarire le pene
amare e dolci, come la mia.
E il vento che impennava i loro voli
dalla terra spirava, fresco e lieve;
ed il profumo degli alati fiori,
tra il refrigerio delle ore di rugiada
ed il tepore residuo del giorno,
si disperdevano sulla raggiante baia.
E il pescatore, con lanterna e fiocina,
strisciava fra gli scogli umidi e fondi,
per trafiggere i pesci che accorrevano,
ad adorare la  fiamma ingannatrice.
Felici quelli in cui il piacere estingue i sensi,
ed anche il pensiero del rimpianto lasciato dal piacere,
distruggendo soltanto la vita, non la pace.
la vita solamente, e non la pace! 

domenica 20 giugno 2010

Arte e violino

Dopo "chitarra e arte" mi sono dilettata a mettere insieme un po' di dipinti che accostano "arte e violino"

 Arquer Buigas

venerdì 18 giugno 2010

Arte - Edward Hopper


"Se potessi esprimerlo con le parole non ci sarebbe nessuna ragione per dipingerlo."


Domani è un altro giorno
E' uno di quei giorni che ti prende la malinconia
che fino a sera non ti lascia più
la mia fede è troppo scossa ormai ma prego e penso fra di me
proviamo anche con dio non si sa mai
e non c'è niente di più triste in giornate come queste
che ricordare la felicità sapendo già che è inutile ripetere:
chissà ? Domani e' un altro giorno si vedrà
è uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita
bilancio che non ho quadrato mai
posso dire d'ogni cosa che ho fatto a modo mio
ma con che risultati non saprei
e non mi sono servite a niente esperienze e delusioni
e se ho promesso non lo faccio più ho sempre detto in ultimo :
ho perso ancora ma domani è un altro giorno, si vedrà
è uno di quei giorni che tu non hai conosciuto mai
beato te si beato te
io di tutta un'esistenza spesa a dare,
dare, dare .... non ho salvato niente, neanche te
ma nonostante tutto io non rinuncio a credere
che tu potresti ritornare qui e come tanto tempo fa ripeto :
chi lo sa ? Domani è un altro giorno si vedrà
e oggi non m'importa della stagione morta
per cui rimpianti adesso non ho più
e come tanto tempo fa ripeto :
chi lo sa ? Domani e' un altro giorno si vedrà
domani e' un altro giorno si vedrà.

 

giovedì 17 giugno 2010

Arte - Vladimir Makeev

Vladimir Makeev è nato nel 1963 in Ucraina. Si è laureato presso l'Art College di Yalta (Crimea). La sua tecnica, perlopiù, è olio su cartone, più difficile appare inquadrarlo in un genere. Mi piace l'aria  sospesa fra sogno e realtà  che hanno i suoi personaggi.
Info qui e qui






martedì 15 giugno 2010

Poesia - Fernando Pessoa



Sensazione

I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme.
Fremo per la mia allegria.
A volte mi sento invadere da
una vaga, fredda, triste, implacabile
quasi-concupiscente spiritualità.
Mi fa tutt'uno con l'erba.
La mia vita sottrae colore a tutti i fiori.
La brezza che sembra restia a passare
scrolla dalle mie ore rossi petali
e il mio cuore arde senza pioggia.
Poi Dio diventa un mio vizio
e i divini sentimenti un abbraccio
che annega i miei sensi nel suo vino
e non lascia contorni nei miei modi
di vedere Dio fiorire, crescere e splendere.
I miei pensieri e sentimenti si confondono e formano
una vaga e tiepida anima-unità.
Come il mare che prevede una tempesta,
un pigro dolore e un'inquietudine fanno di me
il mormorio di un incalzante stormo.
I miei inariditi pensieri si mescolano e occupano
le loro interpresenze, e usurpano
gli uni il posto degli altri. Non distinguo
nulla in me tranne l'impossibile
amalgama delle molte cose che sono.
Sono un bevitore dei miei pensieri
l'essenza dei miei sentimenti inonda la mia anima...
La mia volontà vi si impregna.
Poi la vita ferma un sogno e fa sfiorire
la bellezza nel dolore dei miei versi.

venerdì 11 giugno 2010

Musica celtica - Luar na Lubre

I Luar na Lubre sono un gruppo musicale originario della Galizia, in Spagna. Culturalmente e musicalmente legati alla loro terra d'origine, il loro repertorio è sostanzialmente incentrato sulla musica folk galiziana, arrangiata in chiave moderna o tradizionale. Gli strumenti suonati dalla band variano dalla gaita tipica galiziana ai bodhran celtici accompagnati da flauti, violini e violoncelli. Per anni la cantante del gruppo è stata Rosa Cedrón, sostituita in seguito dalla lisboneta Sara Louraço Vidal in quanto ha intrapreso una carriera da solista. Gli altri componenti sono Xan Cerqueiro, Xulio Varela, Patxi Bermúdez, Bieito Romero, Eduardo Coma, Pedro Valero e Xavier Ferreiro. Con l'arrivo della Louraço Vidal il gruppo ha aperto anche alla cultura e alla musica portoghese.
I Luar na Lubre hanno collaborato con Mike Oldfield, estimatore della voce di Rosa Cedrón con la quale ha anche lavorato per lavori propri. Lo stesso Oldfield li ha voluti con se per alcuni tour mondiali nei quali li ha fatti conoscere a pubblici più lontani a questo genere di musica.
La canzone Tu Gitana è colonna sonora ormai da anni degli spot della Giunta della Galizia.
Il nome del gruppo è composto da due parole galiziane: Luar significa chiaro di luna, mentre Lubre è una sorta di foresta magica nella cultura e mitologia celtica.








martedì 8 giugno 2010

Arte - Andrew Atroshenko

Andrew Atroshenko è nato nel 1965 a Pokrovsk in Russia da una famiglia di agricoltori.
Nel 1977 viene ammesso alla prestigosa Scuola d'Arte dei  Bambini  dove si laurea con onore nel 1981.  Successivamente consegue la laurea alla Scuola di Belle Arti di San Pietroburgo. Da quel momento viene invitato, espone e si afferma in diversi Paesi del Mondo.

Maggiori info qui qui e qui

 

sabato 5 giugno 2010

Arte e follia

Arte e follia, una associazione tanto comune  quanto discutibile.
Ma cosa  è la follia  nell'artista? La perdita della ragione o una maniera diversa di utilizzarla?
Forse è l'anima che bussa e trova nell'arte, nella letteratura, nella musica,  la sua porta verso l'esterno...

 Egon Schiele - la famiglia

 Theodore Gericault - teste mozzate

"La pazzia è una forma di normalità" (Luigi Pirandello)
 "Mai la psicologia potrà dire sulla follia la verità, perché è la follia che detiene la verità della  psicologia" (Michel Foucault)

Anche a questo argomento ho dedicato un piccolo video.

giovedì 3 giugno 2010

Poesia - Paul Verlaine


Ecoutez la chanson bien douce - (da Sagesse XVI)

Ecoutez la chanson bien douce
Qui ne pleure que pour vous plaire.
Elle est discrète, elle est légère :
Un frisson d'eau sur de la mousse !

La voix vous fut connue (et chère !),
Mais à présent elle est voilée
Comme une veuve désolée,
Pourtant comme elle encore fière,

Et dans les longs plis de son voile
Qui palpite aux brises d'automne,
Cache et montre au coeur qui s'étonne
La vérité comme une étoile.

Elle dit, la voix reconnue,
Que la bonté c'est notre vie,
Que de la haine et de l'envie
Rien ne reste, la mort venue.

Elle parle aussi de la gloire
D'être simple sans plus attendre,
Et de noces d'or et du tendre
Bonheur d'une paix sans victoire.

Accueillez la voix qui persiste
Dans son naïf épithalame.
Allez, rien n'est meilleur à l'âme
Que de faire une âme moins triste !

Elle est en peine et de passage,
L'âme qui souffre sans colère,
Et comme sa morale est claire !...
Écoutez la chanson bien sage. 


 


Ascoltate la canzone dolce (da "Saggezza" XVI)

Ascoltate la canzone dolce
che piange solo per piacervi.
È discreta, è leggera:
fremito d'acqua sul muschio!

La voce vi fu nota (e cara?)
ma ora è velata
come vedova desolata,
ma ancora altrettanto fiera,

e nelle lunghe pieghe del suo velo
che palpita alle brezze d'autunno,
nasconde e mostra all'incredulo cuore
la verità come una stella.

Dice, la voce riconosciuta,
che la bontà è la vostra vita,
che dell'odio e dell'invidia
non resta niente, dopo la morte.

E parla anche della gloria
d'essere semplici senza aspettative,
e delle nozze d'oro e della tenera
felicità d'una pace senza vittoria.

Accogliete la voce che insiste
nel suo ingenuo epitalamio.
Su! niente è meglio per l'anima
che render meno triste un'altra anima!

È in pena e di passaggio
l'anima che soffre senza collera,
e come è chiara la sua morale!...
Ascoltate la canzone saggia.


ritratto di Paul Verlaine -  Frédéric Bazille

martedì 1 giugno 2010

Scultura - Louise Bourgeois

Addio a Louise Bourgeois una delle più celebri scultrici nel panorama mondiale dell'ultimo secolo. Qualcuno amava definirla la signora dei ragni giganti in virtù delle innumerevoli varianti di ragno da lei scolpite.
Louise  Bourgeois (Parigi, 25 dicembre 1911 – New York, 31 maggio 2010)  era  francese di nascita ma, trasferitasi negli U..S.A. nel 1938, fu successivamente naturalizzata americana.


"Io ho bisogno delle mie memorie. Sono i miei documenti. Li sorveglio con cura. Sono la mia intimità e ne sono immensamente gelosa. Cézanne ha detto: "Sono geloso delle mie piccole sensazioni." Abbandonarsi ai ricordi e avere la testa tra le nuvole è negativo. Bisogna distinguere tra i ricordi. Siamo noi a andare a loro o sono loro a venire, a noi. Se siamo noi a andare a loro, sprechiamo il nostro tempo. La nostalgia non è produttiva. Se vengono a noi, sono i semi della scultura."

Biografia e altre info su:

quodlibet.it (scritti ed interviste)
universitadelledonne (altri testi)
gallerie di immagini delle riproduzioni di alcune sue opere

La sessualità, la famiglia, la maternità e la solitudine sono i temi cui l'artista (figurativa, astrattista) ha dedicato gran parte delle sue opere, anche monumentali. 
Per comprenderne il significato occorre conoscerne la personalità assai complessa, una personalità  all'interno della quale  il dolore, il senso di abbandono e di solitudine venivano combattuti con un grande attaccamento alla vita, rispondendo ad un istinto vitale molto forte.
La sua produzione comprende opere realizzate con materiali vari: marmo, bronzo, gesso, ferro, rame, acciaio, legno,  lattice, gomma, tutto trattato con non comuni cura e  maestria. 
Ricordo ancora con particolare emozione la bellissima e ricchissima mostra di Capodimonte (NA) del 2008.
Venerdì 4 giugno, al Museo della Vedova di Venezia, sarà inaugurata una  mostra  a lei dedicata .

 Spider, 2007 @ Christopher Burke

 Conscious and unconscious, 2008 @ Christopher Burke


spiral woman - 2003
spider - 1997

Arch of Hysteria, 1993

 The Quartered One, 1964-1965

Condividi