sabato 19 febbraio 2011

Poesia - Henry Bataille

Henry Bataille - I ricordi

I ricordi sono camere senza serratura,
camere vuote in cui non si osa più entrare
perché un tempo vi morirono vecchi parenti.
Si vive nella casa di queste camere chiuse…
Si sa che ci sono, com’è loro costume; si tratta
della camera azzurra, e poi della camera rosa…
La casa si riempie così di solitudine
e continuiamo a viverci sorridendo…
Quando vuole lo accolgo, il ricordo che passa,
gli dico: "Mettiti lì… tornerò a vederti…"
Lo so definitivamente che è ben sistemato,
ma talvolta dimentico di tornare a vederlo.
Ce ne sono molti così, nella vecchia dimora.
Ormai son rassegnati a essere dimenticati,
e se non vengo stasera, oppure adesso,
non siate esigenti con il mio cuore come con la vita…
So che dormono là, dietro le pareti,
andare a riconoscerli, più non mi serve;
vedo le loro piccole finestre dalla strada,
e sarà così fino a che ne morremo.
Tuttavia sento talvolta, nell’ombre quotidiane,
non so qual fredda angoscia, un certo brivido,
e non capisco donde vengano, questi dolori,
e procedo…
Orbene, ogni volta, un lutto succede.
Un turbamento è un segreto venuto ad avvertirci
che è morto un ricordo, oppur che se n’è andato…
Non si distingue bene quale sia, quel ricordo,
perché si è tanto vecchi, non ci si ricorda affatto…
Eppure sento palpebre che si chiudono in me.

Fragonard Jean-Honore - The souvenir
 
Les souvenirs
Les souvenirs, ce sont des chambres sans serrures,
Des chambres vides où l’on n’ose plus entrer,
Parce que de vieux parents jadis y moururent.
On vit dans la maison où sont ces chambres closes.
On sait qu’elles sont là comme à leur habitude,
Et c’est la chambre bleu, et c’est la chambre rose…
La maison se remplit ainsi de solitude,
Et l’on y continue à vivre en souriant…
J’accueille quand il veut le souvenir qui passe,
Je lui dis : « Mets-toi là… Je reviendrai te voir… »
Je sais toute ma vie qu’il est bien à sa place,
Mais j’oublie de revenir le voir,
Ils sont ainsi beaucoup dans la vieille demeure.
Ils se sont résignés à ce qu’on les oublie,
Et si je ne viens pas ce soir ni tout à l’heure.
Ne demandez pas à mon coeur plus qu’à la vie…
Je sais qu’ils dorment là, derrière les cloisons,
Je n’ai plus le besoin d’aller les reconnaître ;
De la route je vois leurs petites fenêtres,
Et ce sera jusqu’à ce que nous en mourions.
Pourtant je sens parfois, aux ombres quotidiennes,
Je ne sais quelle angoisse froide, quel frisson,
Et ne comprenant pas d’où ces douleurs proviennent,
Je passe…  
Or, chaque fois, c’est un deuil qui se fait
Un trouble est en secret venu nous avertir
Qu’un souvenir est mort ou qu’il s’en est allé…
On ne distingue pas très bien quel souvenir,
Parce qu’on est vieux, on ne se souvient guère…
Pourtant, je sens en moi se fermer des paupières.





9 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Non credo sia per tutti come afferma il poeta, che, tuttavia, rende con particolare espressività il suo personale stato della memoria.

liettapet ha detto...

"I ricordi sono la cosa più bella che ci resta del passato; ma anche la più triste"
oppure:
"L' amore comincia alla fine di una storia d ' amore?"
Frasi fatte, ma viverle è durissimo e so che solo il tempo ti potrà aiutare, mia cara amica! Che possiamo fare noi tutti se non esserti vicine con il pensiero e con tanto affetto!!! Sì, certo, forse riuscirai anche fingere "tutto bene" con la morte nel cuore... Cerca di riprenderti ..il prima possibile, soprattutto per te stessa...dimenticavo.. stupenda la poesia
un bacio Lietta

Lara ha detto...

Molto intensa e particolare questa meravigliosa poesia che hai riportato.
Quante stanze legate a ricordi!
Alcune occorrerebbe tenerle chiuse, almeno fintanto che i ricordi alleggeriscano la loro forza.
E un po' alla volta, anche aprendo tutte le porte, arieggiandole, si alleggerisce il rimpianto.
Un caldo abbraccio, cara Carmen!
Lara

giacy.nta ha detto...

Mi pare di leggere, nel testo che hai proposto, il latente senso di colpa di chi, contrariamente a colui che non c'è più, può ancora abitare quelle stanze vuote oppure dimenticarle del tutto. Penso che da questo possa scaturire un dolore sordo, cieco, annichilente che mi riesce difficile comprendere del tutto perchè non l'ho mai provato.
TVB

Carmen ha detto...

@Adriano: spesso un'opera, una poesia, rappresenta, fissa un momento, un avvenimento, ed il conseguente stato d'animo che magari cambia qualche tempo dopo. Io stessa non mi ci riconosco nonostante i suoi versi mi piacciano moltissimo.

@Lietta: tranquilla va meglio e, in ogni caso, non vivo esattamente la condizione descritta dal poeta, ovvero, non sono macerata dai sensi di colpa. TVB Baciotti

@Giacy.nta: Premesso che quel punto nel tuo nome mi mette un po' in crisi;-) hai perfettamente ragione, per ciò che mi è dato di sapere dalla lettura di esperti della psiche spesso il dolore annichilente racchiude sensi di colpa. Fortunatamente almeno quello non l'ho ancora provato. Anche io TVB cara amica, grazie della tua presenza e "vicinanza". Bacioni

@Lara: hai ragione, ogni ricordo doloroso va chiuso in una stanza che, di tanto in tanto, va arieggiata...GRazie cara, un abbraccio con l'augurio per una settimana ricca di tante belle emozioni.

Irene ha detto...

io stranamente ho un buon rapporto con i morti e con le loro stanze. Mi rifugio dentro l'armadio di nonna e mi sento protetta, mi sdraio nei loro letti e so che sono vicini a me. Non ho dato l'addio solo a persone anziane, anzi... i primi miei gravi lutti erano persone giovani, mio marito, 29 anni. Invece ho un pessimo rapporto coi "morti vivi" quelli che ti spellano viva e se ne vanno, pochi devo dire. Ci soffro da pazzi e poi me li dimentico... non so cosa succeda, come non avessi mai vissuto con loro: infatti così penso ogni volta "non hai perso niente, perché non avevi niente, solo abitudini"
Però ho capito benissimo cosa vuoi dire, ho capito benissimo e ti voglio bene, per questo essere una persona fragile e fortissima, contradditoria, un po' come me.
Andiamo avanti, mia dolce Carmen, piano piano si guarisce... lo sai già, non c'è bisogno che te lo dica io. Bacioni da irene

Anonimo ha detto...

"Pourtant je sens parfois, aux ombres quotidiennes,je ne sais quelle angoisse froide, quel frisson et ne comprenant pas d’où ces douleurs proviennent, je passe... "

Il est bien triste ce poème qui nous parle de la mort et pire du souvenir de la mort qui lui meme se meurt. Et voici donc le néant. Que le soleil nous revienne et avec lui les bourgeons du printemps.
Pleins de bisous, finalement j'aime mieux l'accordéon. Yvon

Carmen ha detto...

@Irene: ecco, io sto vivendo entrambe le situazioni, quando si dice "le disgrazie non arrivano mai sole", e pensare che sono (ero?) forte...Grazie tesoro, ti sto trascurando lo so, passerò a trovarti, presto spero...

@Yvon; tu as raison;-) Allez, en attendant l'accordeon, je vais mettre "Dream and love". Gros bisous, merci de ta fidelité.

edio ha detto...

...i ricordi sono la camera della memoria, senza di questi non saremmo nulla...
Ottima scelta, non conoscevo questo autore francese.
Splendido l'abbinamento con Fragonard :-D

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