venerdì 27 maggio 2011

Beni culturali - la privatizzazione di un patrimonio


mercoledì, 25 maggio 2011 LA REPUBBLICA

Il  decreto che  rende meno vincolanti le autorizzazioni paesaggistiche.

Contrabbandata fra le «Disposizioni urgenti per l´economia» del decreto-legge 70 del 13 maggio, prosegue l´escalation del governo contro la tutela del paesaggio e dell´ambiente, contro la Costituzione che ne è (o dovrebbe essere) garanzia suprema. La cannibalizzazione del territorio non si limita alle disposizioni "ammazza coste" che di fatto consegnano ai privati ampie e preziose porzioni di territorio che appartengono a noi tutti. Nel decreto c´è di più, e di peggio. Per esempio, l´articolo 4 porta a 70 anni la soglia «per la presunzione di interesse culturale degli immobili pubblici», che fu fissata a 50 anni dalla legge Nasi del 1902 e tale è rimasta fino al Codice Urbani del 2004. Che cosa può voler dire una differenza di vent´anni? Semplice: un edificio del 1943 come il Palazzo della Civiltà del Lavoro a Roma-Eur (il "Colosseo quadrato"), oggi presuntivamente di interesse culturale, con la nuova norma diventa disponibile per alienazioni, cartolarizzazioni, ristrutturazioni. Edifici degli anni Cinquanta potrebbero essere privatizzati senza verifiche dal "tana-libera-tutto" del nuovo decreto.
Ci vuol poco a fiutare dietro questa norma l´ombra sinistra del "federalismo demaniale", che consegna a regioni e comuni le proprietà del demanio nazionale (cioè di noi tutti), invitando gli enti locali a "valorizzare" chiese e palazzi, cioè a venderli, anzi (come già si sta vedendo) a svenderli, privatizzando al ribasso. E infatti il comma 16 dello stesso articolo agita la bandiera del federalismo demaniale per coprire con una spolveratina di zucchero un altro boccone avvelenato. Il limite per la verifica di interesse culturale viene portato a settant´anni non solo per gli immobili pubblici, ma anche per quelli degli enti ecclesiastici ed assimilati (come il Pio Albergo Trivulzio), con conseguente certa dispersione degli arredi. Si aprono così le danze di ulteriori affari per gli amici degli amici, incrementando festeggiamenti e brindisi nelle botteghe di mercanti pronti al saccheggio.
..

...Le cosiddette "disposizioni urgenti per l´economia" non sono pensate in beneficio del Paese, ma di pochi affaristi pronti a spartirsi il bottino, sperperando un portafoglio proprietario, quello dei beni pubblici (come le coste e le spiagge) e degli immobili pubblici, ma anche dei paesaggi e dei monumenti soggetti a tutela, devastato da uno sgangherato "federalismo demaniale". Esso non è, come ha detto il presidente del Veneto Zaia, la «restituzione ai legittimi proprietari» di beni indebitamente sottratti da uno Stato-ladrone. Legittimi proprietari dei beni demaniali e dei beni pubblici (come l´acqua su cui siamo chiamati ora a votare) sono tutti gli italiani, "ladro" è semmai chi ci borseggia inscenando lo spezzatino del federalismo, in nome del quale nascono anche le norme più dirompenti del recente decreto-legge. Prima che esso venga convertito in legge, c´è tempo e modo di porvi rimedio. ..
(articolo completo su Patrimonio sos o su La Repubblica

Il commento di Francesco Erbani, sempre da La Repubblica del 25 maggio 


A chi, come me, ha a cuore le sorti del nostro patrimonio culturale, fonte di ricchezza economica oltre che, appunto,  culturale,  consiglio inoltre la lettura del libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - Vandali, l´assalto alle bellezze d´Italia - Rizzoli in questo momento in offerta su HOEPLI
o su IBS

 

15 commenti:

Costantino ha detto...

I beni culturali (ci sarebbe anche il turismo) sono l'"industria" da
sviluppare per un presente meno amaro ed il futuro dei nostri figli.
Concordo sul fatto che non devono essere svenduti,e che lo Stato,nell'interesse di tutti,deve
porvi grande cura ed attenzione.

Grazia ha detto...

E' da anni che questo processo è in atto nell'indifferenza dei più.Poche - e tutti di addetti ai lavori- le voci che si levano contro. Per me - come per te e per tutti i nostri colleghi- è un tentativo continuo quanto inutile quello di arginare una frana che ormai è inevitabile. L'unica diga possibile è la conoscenza. Grazie per aver pubblicato questo articolo
g

Sara ha detto...

Quoto Grazia! Anche nel ringraziamento, ti faccio subito un link dal mio blog.
Non si riesce a concepire i beni culturali altro che in termini economici, quasi che fosse solo quella la loro ragion d'essere.

Grazia ha detto...

Carmen, ho messo anch'io un link al tuo blog, spero non ti dispiaccia.
g

edio ha detto...

...con un governo come questo c'è poco da stare allegri :-(
Tagliano i fondi per la cultura per poi spenderli con le escort...
E poi ci si lamenta che il paese va a puttane !!!

Di questo passo verremo venduti pure noi...

http://www.youtube.com/watch?v=8T1mv1XPQu4

Adriano Maini ha detto...

Ecco! Vandali e' già il termine più adatto.

liettapet ha detto...

l tempio di Apollo a Selinunte ingabbiato per 11 anni dalle impalcature solo perché nessuno le smonta. La meravigliosa campagna veneta di Palladio e del Giorgione “intossicata, sconquassata, rosicchiata, castrata”, come dice il poeta Andrea Zanzotto, da un caos di villette, ipermercati e capannoni. I mosaici di Pompei che si sgretolano perché l’ultimo mosaicista è in pensione da un decennio mentre il commissario compra mille bottiglie di vino “pompeiano” da 55 euro l’una e ne spende 103mila per censire 55 cani randagi. La tenuta agricola di Cavour tra le risaie vercellesi cannibalizzata dai teppisti. L’inestimabile villaggio preistorico di Nola affogato nell’acqua perché la pompa non funziona. La tracotanza di un abusivismo che, di condono in condono, è salito a 4 milioni e mezzo di alloggi nei quali vivono 11 milioni di italiani. Le uniche ricchezze che abbiamo, il paesaggio, i siti archeologici, i musei, i borghi medievali, la bellezza, sono sotto attacco.

Un incubo culturale, un’angoscia economica. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28° posto.
Sono scesa nei dettagli prendendo frasi dal libro.... mi dispiace , ma gli autori conoscono i dati meglio di me....baci Lietta

giacy.nta ha detto...

Un imbarbarimento così può portare solo al capolinea. Un' intera nazione nelle mani di persone che si qualificano da sole per ciò che fanno. INDIGNADA.

Carmen ha detto...

Grazie a tutti per il vostro interessante e, sempre gradito, contributo. Come ho scritto sul blog di Grazia in un commento al suo ultimo (ed interessantissimo) post:

http://senzadedica.blogspot.com/2011/05/ma-buona-parte-si.html

non aggiungo nulla poichè aprirei un libro infinito, peraltro limitandomi alla diagnosi poichè la prognosi (Sara e Grazia, entrambe colleghe, saranno d'accordo con me) sarebbe infausta.
Ma...ha scritto bene "ruhevoll" sempre commentando il post di Grazia che ho linkato poco sopra:

"Le opere d'arte sono un bene comune. Come possiamo confidare in un rispetto di tale bene se non riusciamo ad averlo nè per il territorio nè per il lavoro, nè per l'acqua nè per l'energia?"

A tutti auguro un weekend spensierato e, possibilmente, ricco di momenti di gioia.

franz ha detto...

c'è bisogno di idee forti e alternative a questa caduta senza fine, e di persone credibili e determinate, a livello politico, per portare avanti quelle idee.
PS: grazie per tenere viva l'indignazione.

liettapet ha detto...

Buon fine settimana anche a te, carissima...
speriamo bene con i ballottaggi... a presto un bacio Lietta

liettapet ha detto...

Puoi leggere la mia domanda sul blog? Post di Sudek. Grazie, un bacio

Lara ha detto...

Cara Carmen, metterò anch'io il link a questo tuo post.
Proviamo a fare tutto quel poco che possiamo.
Grazie di cuore!
Ciao,
Lara

Cristina ha detto...

Speriamo dai ballottaggi emerga una inversione di tendenza anche se, ad onor del vero, salvo rare eccezioni la nostra sinistra fa ridere, quando non addirittura piangere...Buona domenica Carmen

liettapet ha detto...

Buona serata, Carmensita!!!!

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