Joumana Haddad (Beirut, 6 dicembre 1970) è una poetessa, giornalista e traduttrice libanese. (continua su wikipedia)
Albero azzurro
Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine
il silenzio diventa frutto
e il sonno tempesta
si socchiudono porte proibite
e l'acqua impara a soffrire.
Quando la mia solitudine incontra i tuoi occhi
il desiderio sale e si spande
a volte marea insolente
onda che corre senza fine
nettare che cola goccia a goccia
nettare piu ardente che un tormento
inizio che non si compie mai.
Quando i tuoi occhi e la mia solitudine si incontrano
mi arrendo nuda come la pioggia
e nuda come un seno sognato
tenera come la vite che matura il sole
moltiplice mi arrendo
finché nasca l'albero del tuo amore
Tanto alto e ribelle
Tanto alto e tanto mio
Freccia che ritorna all'arco
Palma azzurra piantata nelle mie nuvole
Cielo crescente che niente fermerà
(scritta e tradotta dall'autrice)
Claude Monet - Poplars
11 commenti:
Ciao Carmen! sei stata alla mega mostra? in questo periodo non mi sembra molto impegnativa la faccenda, quasi, quasi...
La poesia è molto bella, ma devo dire che anche la poetessa è bella come un'attrice!
Parole intense, immagini plastiche, che mi fanno sognare, anche per via delle origini di questa poetessa che già conoscevo, pace e amore nel mondo.
@Sara: Concordo, l'autrice è molto carina. Per la Mostra, penso di andare dopo le feste, mi aspetti?
@Adriano: Infatti l'ho scelta anche per le origini.
Grazie e, ad entrambi, Buon weekend!
Hanno ragione: interessanti poetessa e poesia e brava tu che ci sai sempre incantare!
http://viagginversi.com/2010/12/09/libano1-il-ponte-invisibile/
un viaggio in Libano
ciao
Grazia, è sempre un piacere ricevere la tua visita!
Franz, GRAZIE! Non conoscevo quel sito.
Versi sublimi, autrice bellissima. Grazie Carmen e...mi raccomando...resisti!
Belo poema...Espectacular....
Cumprimentos
Gracias Fernando!
un bel libro di Joumana - ciao f.
http://amareproduzioniagricole.blogspot.com/2012/01/le-sette-vite-di-luca-una-fiaba.html
SONO UNA DONNA
Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.
(Joumana Haddad)
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