sabato 26 marzo 2011

Arte - Antonietta Varallo

Nata a Talsano in provincia di Taranto ma Livornese di adozione, Antonietta Varallo si accosta alla pittura appena quindicenne. Allieva alla libera accademia “”Trossi Umberto”" di Voltolino Fontani per circa un anno, passò poi sotto la guida del maestro Luciano Torsi con il quale ha ottenuto la maturità artistica nell’arco dei diciotto anni di insegnamento. Nel 1976 vince il 1° premio “”CHIMERA”" città di AREZZO. E’ tutt’oggi professoressa onoraria dell’Accademia del “” Macchiavello “” di Firenze e della “” G.Marconi “” di Bologna. L’influenza degli aspetti della natura è il parametro che determina in maniera prevalente ed essenziale l’antologia pittorica di Antonietta Varallo. I suoi giardini fioriti, i suoi paesaggi Toscani incantati, le moltitudini di colori velati che trionfano sui suoi quadri sono la consapevolezza che questa Artista, dotata di grande talento e fantasia, riesce a sorprenderci e a farci riscoprire sensazioni uniche che forse avevamo dimenticato da tempo. Ma il tempo qui non si è fermato- è solo sospeso in un’atmosfera surreale che ci porta a scoprire morbidi paesaggi, pastellati colori, romantici scorci, di quella Toscana che tutti amiamo.
Sue opere si trovano in collezioni private negli USA,Giappone e Germania.
Altro su:










La primavera sorrideva 

...Un giorno
mi sorprese la primavera
che In tutti i campi intorno
sorrideva.
Verdi foglie in germoglio
gialle rigonfie gemme delle fronde,
fiori gialli, bianchi e rossi davano
varietà di toni al paesaggio.
E il sole
sulle fronde tenere
era una pioggia
di raggi d'oro;
nel sonoro scorrere
del fiume ampio
si specchiavano
argentei e sottili i pioppi.
(Antonio Machado)



domenica 20 marzo 2011

Musica - Dustin O'Halloran

Dustin O'Halloran, compositore statunitense, è nato in Arizona, ha passato la sua infanzia alle Hawaii e successivamente si è trasferito Los Angeles, California.
Qui ha conosciuto Sara Lov, con cui nel 1996 ha formato i Devics (prodotti dalla londinese Bella Union) tuttora in attività. Dal 2001 Dustin O'Halloran si trasferisce alcuni mesi dell'anno in Italia, in provincia di Ravenna e qui compone gran parte delle musiche che entrano a far parte dei dischi dei Devics. Nel 2004 ha pubblicato il suo primo disco solista intitolato Piano Solos (Bella Union/V2 Records) in cui si sente l'ispirazione dei grandi compositori classici, in particolare Chopin, Satie e Debussy. Nel 2006 pubblica Piano Solos Vol. 2' (Bella Union/V2 Records) e scrive tre pezzi che entrano a far parte della colonna sonora del film Marie Antoinette di Sofia Coppola.

 
Link:
Dustin su Facebook  
su MTV
wikipedia
sito dei Devics
 


Dustin O'Halloran- We Move Lightly from Dustin O'Halloran on Vimeo.




Musica, madre mia,
quando mi mettesti al mondo il mio primo vagito fu un 'la'. Ti ricordi?
Un 'la' naturale.
Le altre note me le hai insegnate dopo.
E le ho imparate con fatica, con rabbia,
camminando a piccoli passi su quel sentiero irto di difficolta', un sentiero di ebano e avorio.
Un passo bianco e un passo nero, uno bianco e uno nero.
A tempo, con ritmo preciso, si preciso.
E li ho incontrati tutti, sai, su quel sentiero:
Pozzoli, Hanon, Clementi, Czerny, Chopin, Bach, Beethoven, Listz.
Eh, madre mia, ti degnano appena appena di uno sguardo.
Che severita! Piu' alla mano gli altri.
Oggi questo sentiero e' splendido, luminoso.
Ci passeggio, ci respiro, ci canto e ci suono e lo percorro su e giu' con sicurezza, con gioia immensa.
E non guardo nemmeno piu' dove metto il piede, tanto lo conosco,
si, ora lo conosco, e' mio.
Ma che fatica madre mia, sorella mia, amante mia.
Tu sei la lingua piu' bella del mondo,
la lingua che non si parla, eppure la capiscono tutti, proprio tutti.
E' la lingua che parlano gli angeli in Paradiso.
Percio' ti amo.
E ti prego: quando sara' giunto il momento di' a quella signora di non cercarmi
L'appuntamento e' li', su quel sentiero bianco e nero di ebano e avorio.
Io saro' li', puntuale e sereno.
E ritornero' nel tuo grembo, cosi', come sono venuto.
Te ne accorgerai,
perche' sentirai la mia ultima nota,
uguale e identica alla prima che mi insegnasti. Ti ricordi?
Era un 'la', un 'la' naturale

Renato Carosone

Hassam, Frederick Childe - At the Piano

giovedì 17 marzo 2011

Italia - 17 marzo 2011 - 150 anni di "Unità"

Col rimpianto dei tempi  in cui esistevano i veri valori e  inno nazionale,  bandiera e la parola "unità" avevano ancora un senso e riuscivano a farci sentire realmente uniti...
Come mi sento oggi? Oggi mi sento quasi  una straniera nel mio Paese...questo giovane e martoriato Paese dove è stata  eletta e "rieletta" una maggioranza che ha al suo interno forze integraliste che non si sentono italiane... oltre a tutto il resto sul quale, volutamente come  ho deciso fin dalla nascita di questo blog, soprassiedo...

qui la storia del tricolore 

Fra 30 anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la TV (Ennio Flaiano - 1970)

...il mare la ricinge quasi d'abbraccio amoroso ovunque l'Alpi non la ricingono: quel mare che i padri dei padri chiamarono Mare Nostro. E come gemme cadute dal suo diadema stanno disseminate intorno ad essa in quel mare Corsica, Sardegna, Sicilia, ed altre minori isole dove natura di suolo e ossatura di monti e lingua e palpito d'anime parlan d'Italia» (Giuseppe Mazzini, la Patria)

Cara Italia, perché giusto o sbagliato che sia questo è il mio paese con le sue grandi qualità ed i suoi grandi difetti. (Enzo Biagi)



domenica 13 marzo 2011

Arte - Le sculture di carta di Su Blackwell

Anche vecchi libri che non ci sono piaciuti, e dei quali vogliamo disfarci,  hanno la loro utilità...
Su Blackwell, un artista inglese, li utilizza per rappresentare altre storie rispetto a quelle narrate dai libri stessi
Guardate...

Perspective9.blogspot.com





giovedì 10 marzo 2011

Arte - Illustratori - Marina Marcolin

Marina Marcolin è nata a Vicenza nel 1975. Da diversi anni lavora come illustratrice per case editrici italiane ed estere, tra le quali Edizioni EL (Trieste), Lapis Edizioni (Roma), Kite Edizioni (Padova), Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma), Patakis Publisher (Atene), La Joie de Lire (Ginevra), Black Cat-Cideb (Genova-Canterbury), Anaya Infantil y Juvenil (Madrid), Grimm Press (Taiwan). Le sue illustrazioni sono state esposte in Italia e all'estero, ha ricevuto premi e menzioni nei concorsi di illustrazione e nel 2006 ha ricevuto un importante premio quale miglior illustratrice straniera dal Ministero della Cultura greca. L'ultimo libro pubblicato "Giordano del faro" ha vinto il Premio Emanuele Luzzati per l'illustrazione al Premio Gigante delle Langhe 2009. È docente di acquerello e illustrazione presso l'Associazione Culturale "Ossidiana" di Vicenza. Vive ad Arcugnano (Vicenza), fra un lago e il bosco.

Blog personale di Marina Marcolin 


giovedì 3 marzo 2011

Lettura e Fotografia - Luciano de Crescenzo - La Napoli di Bellavista

Per Lietta con la quale recentemente ho avuto occasione di parlare (sul suo interessantissimo blog) di questo magnifico libro ma, ovviamente, anche per tutti i frequentatori di questo spazio ho scansionato, non senza difficoltà viste le dimensioni del libro stesso,  alcune foto.
La qualità non è eccellente ma sufficiente per capirne l'anima.
Al momento il libro è fuori catalogo ma, per gli interessati, credo sia possibile trovarlo presso venditori di libri usati/antichi.



"LA NAPOLI DI BELLAVISTA"
Sono figlio di persone antiche

di Luciano De Crescenzo
Arnoldo Mondadori Editore - Edizione 1987 

Spaccati di vita della città partenopea tra immagini in bianco e nero e testi dell'autore.










Un estratto:

Quanto volete per questo fondale di presepe?”
“Dottò, perché siete voi, ottomila lire”
“Ottomila lire? Ma fusseve asciuto pazzo? Io l’anno scorso, tremila lire e non me lo sono voluto comprare!”
“A parte il fatto che io l’anno passato questo fondale qua non lo vendevo per meno di cinquemila lire, avete fatto male voi a non comprarvelo. E già perché adesso per fare un fondale di questa posta ci vogliono tremila lire di materiale e tre giorni di fatica. Metteteci pure ‘e stellette ‘argiento, ‘a cumeta e ‘a farina azzeccata pe fa ‘a neve e poi fatevi il conto”
“Va bè, va, voglio fare una pazzia, eccovi le cinquemila lire”
“Dottò, mi dispiace per voi, ma non vi posso accontentare: qua se non escono settemila lire, una sopra all’altra, io il fondale dal muro non lo posso nemmeno staccare”
“Santa pace di Dio! Io l’ho detto che a San Gregorio Armeno non ci debbo più venire! Ma lo sapete che Upìm vende i poster a duemila lire con tutte le montagne che volete? Ce ne sta uno dove si vedono pure le Dolomiti”
“E voi compratevi i poster all’Upìm. Vuol dire che, quando è Natale, a Gesù bambino lo fate nascere in mezzo alle Dolomiti e a San Giuseppe ‘o vestite ‘a tirolese!”

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