sabato 22 ottobre 2011

Poesia - Margherita Guidacci

Margherita GUIDACCI 
Accorgimenti contro la notte

Ddusso - Pause dans la nuit 

Almeno sia la notte di mia scelta!
Mi corico, mi copro
anche la testa col lenzuolo
contro l'alta, invadente oscurità.

Vi è buio anche qua sotto,
ma è poco, si modella su di me,
ha la mia misura,
son io che lo catturo e non l'opposto.

E' come un sorso d'acqua che ho raccolto
nel cavo della mano
e bevo per sopravvivere -
non più quel torrente furioso
dove sarei travolta ed annegata!



domenica 16 ottobre 2011

Cinema - Il pianeta verde - La belle verte

Fa riflettere ed è  anche divertente, da vedere!
Il pianeta verde (La Belle Verte) è un film del 1996 diretto da Coline Serreau. Il film tratta, con una chiave umoristica e usando l'espediente comico dell'esternalità, i problemi del mondo occidentale: la frenesia, l'abuso di comando, l'inquinamento ed il consumo selvaggio delle risorse naturali e degli spazi.
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terranauta


Nei due video seguenti il film completo in italiano ed in lingua originale con sottotitoli in lingue diverse.







martedì 11 ottobre 2011

Poesia - Alexis Diaz Pimienta

Alexis Diaz Pimienta nato all'Avana nel 1966, è repentista, cioè improvvisatore di strofe popolari cantate. Ha pubblicato i versi di Cuarto de Mala Música (Murcia, 1995), En Almería casi nunca llueve (Almería, 1996), La sexta cara del dado (Gran Canaria, 1997) e Pasajero de tránsito (Gran Canaria, 1997), nonché la raccolta di racconti Los visitantes del sábado (1994). Sue narrazioni compaiono nei volumi La baia delle gocce notturne (Besa, 1996) e Vedi Cuba e poi muori (Feltrinelli, 1997).


Dagli occhi di un bambino decollano gli aeroplani.
Se chiudesse gli occhi cadrebbero.
Solo il suo stupore li mantiene sospesi,
la sua piccola mano li innalza,
il suo cuore li muove e li allontana.
... Senza un bambino appiccicato ai vetri,
alle alte ringhiere di una terrazza adulta,
gli aeroporti morirebbero d’orrore.
Un bambino non potrà mai pronunciare la parola
“aeronautica”
ma da lui dipenderà l’imitazione dell’uccello.
Un bambino non saprà calcolare le distanze
ma è lui la garanzia del ritorno.
Ogni aeroporto deve avere un bambino incollato ai vetri, 
accanto agli altoparlanti, 
dovunque si annidi la paura.
Grazie a lui causerà meno lacrime il rientro di tutti,
  soffrirà meno baci l’addio delle madri
e le hostess potranno prescindere da avvisi insulsi.
Un aeroplano per aria
sono molti bambini che guardano l’orizzonte.
 

lunedì 3 ottobre 2011

Bob Kennedy ed il suo discorso sul P.I.L. - 18 marzo 1968 - Università del Kansas

Alcuni vedono la realtá e si chiedono: perché?
Io sogno l’impossibile e mi chiedo: perché no? 
(George Bernard Shaw)

Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia.

(Profezia Creek)
 
Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel
mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del
paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette,
e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni
per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza
per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili
e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della
peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte,
e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione
o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità
dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil
non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza,
né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che
rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se
possiamo essere orgogliosi di essere Americani.



We will find neither national purpose nor personal satisfaction in a mere continuation of economic progress, in an endless amassing of worldly goods. We cannot measure national spirit by the Dow Jones Average, nor national achievement by the Gross National Product. For the Gross National Product includes air pollution, and ambulances to clear our highways from carnage.
It counts special locks for our doors and jails for the people who break them. The Gross National Product includes the destruction of the redwoods and the death of Lake Superior. It grows with the production of napalm and missles and nuclear warheads…. It includes… the broadcasting of television programs which glorify violence to sell goods to our children.  
And if the Gross National Product includes all this, there is much that it does not comprehend. It does not allow for the health of our families, the quality of their education, or the joy of their play. It is indifferent to the decency of our factories and the safety of our streets alike. 
It does not include the beauty of our poetry, or the strength of our marriages, the intelligence of our public debate or the integrity of our public officials… the Gross National Product measures neither our wit nor our courage, neither our wisdom nor our learning, neither our compassion nor our devotion to our country. It measures everything, in short, except that which makes life worthwhile, and it can tell us everything about America — except whether we are proud to be Americans.


Il est évident que depuis trop longtemps nous avons sacrifié les qualités personnelles et les valeurs de la communauté dans le seul but d'accumuler toujours plus de biens matériels.
Notre PIB est maintenant estimé à 800 milliards de dollars/an, mais ce PIB, si nous évaluons les E-U d'Amérique sur cette base ...alors notre PIB doit aussi comprendre, et l'empoisonnement de l'air, et la publicité des cigarettes, et les ambulances pour nettoyer nos autoroutes des carnages. Il comprend aussi les serrures spéciales de nos portes de maison, et les prisons pour ceux qui les forcent.
Il comprend l'abattage des séquoias et la disparitions de nos beautés naturelles dans le chaos urbanistique.
Il tient compte de la production de napalm, et des missiles à tête nucléaire et des blindés que la police utilise pour réprimer les soulèvements dans nos villes.
Il comprend les fusils et couteaux utilisés par les assassins, et les programmes télévisés célébrant la violence...pour vendre les jouets à nos enfants.
Le PIB ne tient pas compte de la santé de nos enfants, de la qualité de leur éducation et du bonheur de leur jeu.
Il ne considère pas la beauté de notre poésie ou la solidités des liens familiaux ou l'intelligence de nos discussions publiques par rapport à nos représentants.
Il ne mesure ni notre subtilité ni notre courage, ni notre sagesse, ni notre connaissance, ni notre compassion, ni notre dévotion à notre pays.
En clair, il tient compte de tout sauf de ce qui rend la vie vraiment digne d'être vécue.
On peut tout dire sur l'Amérique, except ce pourquoi nous nous sentons fiers d'être Américains.

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